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Aule Laboratorio Disciplinari
Trascrizione
00:00 MARTINA_INTRODUZIONE
Le
“aule laboratorio disciplinari” nascono con l’idea di creare degli spazi dove
sperimentare nuovi metodi di insegnamento e di apprendimento. Spazi che possono essere supportati anche dalla tecnologia e questo accade attraverso una diversa gestione del tempo e dello spazio. Approfondiamo questa metodologia grazie al caso dell’
Istituto Superiore Enrico Fermi di Mantova.
00:21 MICHELA_SIGLA
Ciao! Siamo Michela e Martina di
Edunauta, l'esploratore di
universi educativi. All’interno di questo podcast ti guidiamo alla scoperta di nuove
“Idee per Insegnare”,
rinnovare e rigenerare la scuola dal basso. Queste idee arrivano dal movimento
Avanguardie Educative nato presso l’
Istituto INDIRE. “Idee per Insegnare” è una serie podcast ideata da Generas Foundation, all’interno del progetto Edunauta.
00:44 MICHELA_APERTURA
I principi teorici che oggi ci portano a esplorare l’efficacia delle
aule laboratorio disciplinari hanno radici lontane. Solo per citarne alcuni, vengono da pensatori come
Dewey,
Montessori,
Bovet,
Ferrière e
Washburne. Questi studiosi portano alla luce l’importanza e il ruolo dell’ambiente e il rapporto diretto con gli oggetti caratteristici di una disciplina. Le
aule disciplinari possono essere intese come strumenti per aiutare la
personalizzazione dell’apprendimento. In particolare, lo psicologo statunitense
Jerome Bruner, nella sua riflessione sul sistema scolastico, aggiunge un tassello scrivendo che: “
Insegnare una disciplina non vuol dire trasmettere informazioni relative a essa, ma
avviare gli studenti verso il modo di studiare tipico di quella disciplina, consentendo loro di sperimentare, scoprire e partecipare al processo di produzione di conoscenza proprio della disciplina stessa”.
Quindi, per riassumere, nei principi teorici troviamo:
la
valorizzazione della relazione tra apprendere e fare (portata da Dewey);
l’
inseparabilità tra riflessione, linguaggio e azione (di Bruner);
l’elaborazione, la
ricostruzione delle conoscenze, quell’
imparare ad imparare che vede nel laboratorio la sede privilegiata per l’osservazione e la
ricerca-azione intorno ai fatti culturali (come evidenzia Frabboni).
In questo contesto di studio legato alla ricerca, l’ambiente è molto importante: perché deve permettere di trarre stimoli, spaziare, confrontarsi e testare le soluzioni individuate. L’aula laboratorio disciplinare, realizzando un
apprendimento attivo,
collaborativo,
riflessivo,
contestualizzato,
costruttivo e
intenzionale, soddisfa proprio tutte quelle caratteristiche utili e necessarie affinché un
apprendimento diventi profondo e duraturo.
02:26 MARTINA_IDEA ALLA BASE
Generalmente, nelle scuole di oggi, tutte le lezioni, o almeno la maggior parte, vengono svolte in una stessa aula dove lo studente si trova sempre all’interno dello stesso spazio che per forza di cose diventa ibrido. Ma se, invece, si prova ad
allestire la singola aula per una specifica disciplina, questa stanza si può trasformare in un luogo in cui i nostri cinque sensi vengono stimolati anche solo dagli arredi e dagli oggetti di quell’ambiente. In questa nuova visione
le aule sono assegnate in funzione delle discipline, così da poter essere riprogettate e allestite con un setting funzionale alla particolarità di una determinata disciplina.
Il docente passa da un ambiente indifferenziato da condividere con i colleghi delle altre materie, al
personalizzare il proprio spazio di lavoro. E quindi può predisporre arredi, materiali, libri, strumentazioni o device tecnologici, e così via, in funzione della sua disciplina. In questo setting il docente resta in aula, mentre sono gli
studenti che ruotano tra un’aula e altra, a seconda della disciplina. L’aula modificata, in un’ottica disciplinare, può già essere di per sé esperienza e un luogo ideale per un apprendimento significativo e resistente nel tempo. Anche il
tempo-scuola viene ripensato in un’ottica di
innovazione. Infatti, le ore delle varie discipline vengono organizzate durante la giornata per
competenze disciplinari affini e questo permette l’attivazione di un project work dove queste competenze confluiscono tutte in un unico percorso. La sola riorganizzazione del tempo e dello spazio non è però sufficiente: devono essere, infatti, sviluppate e praticate metodologie che permettono il potenziamento di queste competenze, attraverso l’
attivazione di linguaggi e intelligenze, non unicamente cognitive e trasmissive.
04:00 MICHELA_IL SETTING DELLE AULE LABORATORIO DISCIPLINARI
Vediamo ora il setting delle aule laboratorio disciplinari. L’ambiente delle aule è allo stesso tempo ambiente fisico e ambiente relazionale. Quindi, un
ambiente di apprendimento che offre delle strutture ai docenti e agli studenti,
perché i processi di insegnamento e apprendimento
possano essere più efficaci, efficienti e significativi. In questi ambienti si “mettono in scena” insegnamento e apprendimento attraverso metodi come il
debate, il
webquest, il
TEAL, il
digital storytelling e così via. Le modalità di allestimento sono simili a quelle di una rappresentazione teatrale, come quelle di un “set”. Praticamente,
diventano luoghi in cui avverrà il cambiamento e quindi l’acquisizione di nuove competenze. Il setting è caratterizzato dall’organizzazione dello spazio, dalla scansione dei tempi, dai modi e dagli stili comunicativi, dalla presenza di regole, dal contratto formativo, dall’attivazione di linguaggi simbolici. Tutti questi punti sono elementi rintracciabili nelle aule laboratorio disciplinari.
04:56 MARTINA_IL RUOLO DELLE TECNOLOGIE NEL SETTING DELL’AULA
Vediamo ora il ruolo delle tecnologie nel setting dell’aula. All’interno di queste nuove aule laboratorio disciplinari bisogna considerare anche gli
strumenti tecnologici e il loro ruolo nel contesto didattico. La tecnologia qui considerata deve essere quindi in grado di sviluppare le
dinamiche sociali e metacognitive di supporto all’apprendimento e al rapporto soggetto e ambiente. C’è quindi bisogno di una
tecnologia che è centrata sull’alunno e capace di favorire il
lavoro cooperativo. In pratica, è una tecnologia che è in grado di offrire
occasioni di socializzazione e di adeguarsi a un lavoro che può avvenire in spazi e in tempi differenti. In generale, possiamo affermare che un’aula disciplinare dovrebbe poter offrire:
- un device per ogni alunno;
- un device “centrale” per il docente;
- e un sistema in grado di far dialogare tra loro questi vari device, quindi un cloud, ossia un sistema di archiviazione e condivisione in rete.
05:45 MICHELA_FASI DI SVILUPPO
Vediamo ora le fasi di sviluppo. Nelle aule laboratorio disciplinari tutto il contesto concorre a cambiare
modalità di far didattica e a promuovere lo
sviluppo di competenze. Il contesto è dato dall’ambiente, dagli spazi e dai tempi, dagli oggetti, dagli arredi e dalle tecnologie. Il primo step per la realizzazione di queste aule è l’assegnazione di uno spazio a ogni singolo docente. L’assegnazione non avviene in modo casuale, ma per affinità o assi disciplinari. All’inizio dell’anno scolastico si assegna un armadietto a ogni studente dove potrà riporre libri, materiali didattici e oggetti personali. In caso di dotazione tecnologica, quella standard può prevedere:
• proiettori interattivi;
• isole di lavoro digitalizzate;
• un device per ogni studente;
• un device ‘centrale’ per il docente;
• un sistema per far dialogare tra loro i device.
La fase progettuale più importante avviene a settembre. In questa fase è prevista la pianificazione dell’orario e l’orario tiene conto di risorse sia umane che strutturali e segue alcuni passaggi che permettono di definire l’orario in base all’assegnazione delle aule.
06:49 MARTINA_IL RUOLO DEL DOCENTE NELL’AULA LABORATORIO DISCIPLINARE
Parliamo ora del
ruolo del docente nell’aula laboratorio disciplinare. L’aula rappresenta uno strumento di
sviluppo professionale per il docente. Grazie all’opportunità di progettare setting funzionali alle proprie esigenze, l'insegnante diventa un professionista capace di interrogarsi, di riflettere sulla pratica e di migliorarsi. Per il docente i vantaggi derivano dalla praticità di lavorare in modo continuativo con un setting già predisposto. Gli insegnanti che hanno sperimentato l’aula laboratorio esprimono la loro soddisfazione nello sperimentare anche nuove forme di collaborazione tra i diversi colleghi. Oltre ad osservare che lo studente apprende in modo decisamente molto più attivo.
07:24 MICHELA_UNO SGUARDO AL TEMA DELLA VALUTAZIONE
Ora diamo uno sguardo al
tema della valutazione. Le aule laboratorio disciplinari si presentano per introdurre
metodi valutativi innovativi in cui possono essere programmate:
valutazioni diagnostiche;
valutazioni formative;
e anche
valutazioni certificative, che diventano attività condivise e partecipate.
Il setting fornisce proprio la possibilità e la necessità di
valutare le abilità connesse all’acquisizione, e l’interpretazione, il processo e la produzione di conoscenze che anch’esse devono essere valutate attraverso la tecnologia e i media.
07:54 MARTINA_IL CASO IIS ENRICO FERMI DI MANTOVA
Approfondiamo ora il caso dell’Istituto Superiore Enrico Fermi di Mantova, scuola del movimento Avanguardie Educative. L’idea delle “aule laboratorio disciplinari” nasce all’Istituto Fermi quando le aule sono state dotate di un videoproiettore con pennarello interattivo e i docenti di un notebook per poter accedere al registro elettronico. Da qui, ad ogni cambio d’ora, il docente doveva scollegare il computer dai cavi, chiudere le sessioni di lavoro e raccogliere tutto il materiale per poi cambiare aula. La necessità pratica di snellire questa procedura ha portato, quindi, all’idea di dissociare l’aula dalla classe e di provare un nuovo modello. È nata così l’idea di
abbinare ad ogni docente un’aula, sullo stile delle scuole estere. Da allora, ogni docente ha iniziato a svolgere le
attività didattiche nella propria aula, strutturando lo spazio seguendo le esigenze della propria disciplina. Sono gli
studenti che ad ogni lezione cambiano aula, imparando così a
modificare anche il loro approccio all’apprendimento in funzione dello spazio in cui si trovano e vivono. Le aule, di conseguenza, sono diventate sempre di più
laboratori disciplinari ai quali accedono docenti della stessa disciplina. Gli insegnanti, che condividono lo stesso ambiente, si sono dovuti poi confrontare su quale fosse il setting migliore. E così hanno potuto constatare che è certo che
“è lo spazio che insegna”, come osservò giustamente la
Montessori!
09:07 MICHELA_LE CONDIZIONI ESSENZIALI
Vediamo le condizioni essenziali con cui è stata realizzata l’Idea. Innanzitutto, nel passaggio dal
modello classico aula-classe al
modello innovativo aula-docente, un gruppo di docenti coordinati dal Dirigente Scolastico ha svolto un’analisi degli spazi che erano a disposizione dell’Istituto, facendo un censimento delle aule e delle aule speciali. La scuola è stata poi suddivisa in settori che poi sono stati abbinati a ciascuna specializzazione. Questo per limitare il più possibile i tempi di spostamento degli studenti. Poi, durante le prime settimane di scuola, sono state fatte osservazioni sui flussi di spostamento degli studenti e di conseguenza sono stati ottimizzati gli abbinamenti delle aule. Infine, il presupposto strutturale-organizzativo di questa scuola è stato la totale informatizzazione della scuola. Tutte le aule sono state attrezzate con videoproiettore interattivo, dei device sono stati dati in possesso a tutti, si sono dotati di una piattaforma di e-learning e di un repository di materiale didattico. Invece, il presupposto didattico essenziale è la programmazione disciplinare comune che deve essere centrata su metodologie didattiche di tipo laboratoriale.
10:11 MARTINA_LE AZIONI DIDATTICHE
Quali sono state le
azioni didattiche nell'applicazione di questa Idea? Nelle aule laboratorio disciplinari i docenti svolgono attività secondo un
modello costruttivista. E, quindi, l’organizzazione degli spazi consente una rimodulazione del setting in funzione dell’argomento trattato, permettendo così di passare rapidamente dalla
lezione frontale al
lavoro di gruppo. Le principali tipologie di azioni didattiche sperimentate sono:
- la
lezione frontale interattiva mediata dal videoproiettore, dal pennarello elettronico e da materiale online;
- il
cooperative learning;
- il
problem solving;
- ma anche le
simulazioni;
- il
peer education;
- la
flipped classroom;
- e lo
spaced learning.
Troviamo anche:
- il
debate;
- le
discussioni;
- ed infine, le
attività per classi parallele.
Punto di forza dell’Istituto è sicuramente la formazione che avviene sia a livello disciplinare che di Collegio dei Docenti.
10:57 MICHELA_COME SONO STATI ORGANIZZATI SPAZIO E TEMPO
Vediamo come sono stati organizzati spazio e tempo. Una volta eliminata la
tradizionale cattedra centrale e sostituita con un tavolo posto sul lato dell’aula è stata ribadita la
centralità dello studente. Ogni aula è pensata dai docenti della disciplina come uno
spazio flessibile, come una geometria variabile e adattabile di volta in volta all’attività che si intende svolgere. Di conseguenza, lo studente adatta il proprio comportamento all’ambiente che lo circonda. Quindi, nello
spazio informale si sente più
libero di porre domande. Attorno a un tavolo rotondo si sentirà più collaborativo nei confronti dei compagni. Seduto su uno sgabello si porrà in una ‘modalità’ di ascolto e di dialogo. In un’aula laboratorio viene chiamato a sperimentare e manipolare. Particolarmente interessante è il caso, poi, in cui nelle aule più grandi è stato possibile arredare una zona con dei pouf da dedicare allo spazio informale. Durante le pause, in questi spazi, gli studenti si confrontano per ripassare o studiare insieme.
11:51 MARTINA_ELEMENTI DA TENERE IN CONSIDERAZIONE
Approfondiamo ora alcuni elementi da tenere in considerazione.
Riorganizzare gli spazi comporta il considerare aspetti come la
gestione degli spostamenti degli studenti, considerando anche le differenze di autonomia di ciascuno.
C’è poi la
programmazione degli orari delle lezioni, che deve tener conto della dislocazione delle diverse aule laboratorio nell’edificio scolastico e dei tempi per il passaggio da un’aula ad un’altra.
È poi necessario individuare anche uno spazio riservato agli studenti per la custodia dei loro oggetti, come ad esempio degli armadietti nei corridoi.
Da un anno scolastico al successivo potrebbe, inoltre, non essere sempre possibile trasformare tutti gli ambienti in aule laboratorio disciplinari; ed in questo caso si può quindi programmare un passaggio un po' più graduale.
Ancora, una nuova sperimentazione può generare una sorta di resistenza da parte di singoli docenti circa metodologie che non sono mai state testate oppure verso un genere di organizzazione che va a scardinare quelle che sono le tradizioni e le abitudini consolidate. Il presupposto necessario è, quindi, una programmazione disciplinare comune centrata su
metodologie didattiche di tipo laboratoriale. Per fare questo è opportuno che nel periodo precedente si sia già dibattuto e sperimentato, quindi, un metodo di lavoro che abbandona la
didattica di tipo trasmissivo.
Infine, ci potrebbero essere alcune resistenze e difficoltà iniziali; e per superare queste difficoltà e diffidenze iniziali un suggerimento è proprio quello di attivare un
percorso di formazione in collaborazione con le altre scuole, dando vita ad una sorta di comunità di pratica.
13:14 MICHELA_I MOTIVI PER ADOTTARE LA METODOLOGIA
Quali sono i motivi per cui adottare la metodologia?
Innanzitutto, per superare la comune
distinzione tra lezione teorica e attività laboratoriale.
Poi, per rendere naturale e facile il lavoro sull’esperienza diretta oppure mediata dalle tecnologie digitali.
E, ancora, per facilitare il
confronto tra gli studenti sullo sviluppo e l’esito di esperimenti concreti.
Infine, per produrre esperienze di studio e ricerche vicine a quelle esistenti in ambiti professionali.
Inoltre,
la metodologia aumenta la motivazione, migliora il
senso di autostima e auto-efficacia e si favoriscono
atteggiamenti emozionali positivi verso l’attività scolastica.
Le motivazioni per adottare questa metodologia sono davvero tante e importanti. Per questo non vediamo l’ora di conoscere in che modo le “aule laboratorio disciplinari” saranno implementate nel tuo Istituto. Appuntamento alla prossima puntata!
14:03 MARTINA_SIGLA DI CHIUSURA
Hai ascoltato
“Idee per Insegnare”, una serie podcast ideata da Generas Foundation all’interno del progetto
Edunauta. Le
idee educative proposte fanno parte del movimento
Avanguardie Educative dell’
Istituto INDIRE, l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione, Ricerca Educativa del Ministero dell’Istruzione. Per saperne di più ascolta il trailer o vai sul sito innovazione.indire.it/avanguardieeducative.
“Idee per Insegnare” è un podcast realizzato in collaborazione con Rossella Pivanti e con le voci di Michela Calvelli e Martina Plebani.