Edunauta- Sguardi agli Orizzonti Educativi
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Bocciato con credito


Trascrizione


00:00 MICHELA_INTRODUZIONE A un certo punto dell’anno, può capitare che lo studente maturi la certezza, fondata o meno, di non farcela a conquistare l’ammissione alla classe successiva e per questo motivo tenda ad abbandonare. Come motivarlo? Come far sì che il lavoro dell’anno non venga sprecato? Come contenere il senso di frustrazione e d’inutilità che, immancabilmente, un giudizio di non ammissione genera? La proposta “Bocciato con credito” prevede che tutte le discipline per le quali il giovane abbia comunque conseguito un giudizio di sufficienza vengano registrate come «credito formativo» nel suo curriculum. In questo senso, l’anno successivo, in caso di ripetenza, il Consiglio di Classe prenderà nota degli eventuali risultati positivi raggiunti dallo studente nonostante l’esito globale negativo, e li registrerà come punto di partenza per la costruzione del curriculum e degli impegni da proporre all’alunno.  Vediamo come questa idea è stata applicata al caso dell’Istituto Superiore Luca Pacioli di Crema.

00:54 MARTINA_SIGLA Ciao! Siamo Michela e Martina di Edunauta, l'esploratore di universi educativi. All’interno di questo podcast ti guidiamo alla scoperta di nuove “Idee per Insegnare”, rinnovare e rigenerare la scuola dal basso. Queste idee arrivano dal movimento Avanguardie Educative nato presso l’Istituto INDIRE. “Idee per Insegnare” è una serie podcast ideata da Generas Foundation, all’interno del progetto Edunauta.

01:18 MARTINA_APERTURA Sono tanti i casi di drop out di studenti che, poco dopo l’avvio del secondo quadrimestre, sono spesso già consapevoli di correre il rischio di perdere l’anno. In genere i ragazzi, che si trovano in questa situazione, tendono a mollare, fanno molte assenze e perdono con il passare del tempo la motivazione allo studio. Considerata l’alta incidenza di questo fenomeno, la domanda più giusta che potremmo farci è forse: “Come fare per mantenere un contatto con questi studenti?”. L’idea è quella di mappare l’intero curricolo in “unità formative capitalizzabili”, in maniera da riconoscere quanto è stato acquisito dal ragazzo e quanto deve essere oggetto di approfondimento. Secondo questa logica, ad esempio, si può ipotizzare la proposta di un patto educativo a studenti consapevoli che perderanno l’anno scolastico, chiedendogli di impegnarsi, con il supporto delle loro famiglie, a portare a termine una o due materie che gli verranno riconosciute nell’anno a venire.  Questo non significa che nell’anno successivo sia garantita la sufficienza, ma solo che uno studente parte con un credito. E il credito concesso potrebbe anche essere perso, ma se responsabilmente gestito, potrebbe facilitare la frequenza della scuola e il recupero delle eventuali lacune.

02:18 MICHELA_IDEA ALLA BASE L’idea “Bocciato con credito” nasce come azione concreta di prevenzione e contrasto al rischio di abbandono scolastico e più in generale alla dispersione. L’esempio di cui vi parliamo si focalizza su quegli studenti di scuola secondaria superiore che, poco dopo l’avvio del secondo quadrimestre, sono già a rischio di bocciatura, a causa di insufficienze gravi e diffuse. In genere, gli studenti che si trovano in questa situazione, fanno molte assenze, mostrano demotivazione e mettono in atto comportamenti devianti che distraggono i compagni o sfidano gli adulti e dopo qualche tempo, in molti casi, smettono di frequentare la scuola. L’Idea “Bocciato con credito” è pensata proprio come una strategia di prevenzione che crei le premesse per mantenere un contatto, una relazione, con questi studenti. Viene quindi proposto un modello che consiste nel mappare l’intero curricolo in “unità formative capitalizzabili”. Ciò significa che tutte le materie per le quali lo studente avrà conseguito la sufficienza verranno registrate come credito formativo nel suo curriculum e l’anno successivo, in caso di bocciatura confermata, il Consiglio di Classe le registrerà come punto di partenza per la costruzione del curricolo personale dello studente ripetente. Una volta verificato il mantenimento del credito acquisito, si potrà anche decidere di esonerare il giovane dalla frequenza delle lezioni di alcune discipline. Così, le ore risparmiate possono essere usate per uscite anticipate, sempre nel rispetto del monte ore minimo, oppure per attività personalizzate e di gradimento che portino lo studente a piccole conquiste e che gli diano occasioni di soddisfazione e di gratificazione.

03:48 MARTINA_IDEA ALLA BASE Nel tentare una quantificazione del fenomeno della dispersione si rileva che spesso i dati provenienti da fonti diverse sono discordi o contraddittori; ciò perché, data la sua complessità, per descriverlo vengono utilizzati indicatori diversi, il più comune dei quali è il numero di drop out. Questo porta, inoltre, alla mancanza di una definizione generalmente condivisa del problema. Il termine «dispersione scolastica» indica, infatti, un’inefficienza del percorso formativo che prende vita in modo multiforme: dalle ripetenze alle frequenze irregolari, ai mancati ingressi e terminando spesso in un prematuro abbandono dell’iter di istruzione e di formazione. Ampliando quanto abbiamo detto, rientrano nel fenomeno anche tutti quegli atteggiamenti che segnalano un disinvestimento emotivo; quindi, una sorta di abbandono mascherato anche quando lo studente continua a frequentare la scuola, ma con scarso rendimento, scarsa fiducia nelle proprie capacità e assenza di piacere nell’apprendere. Per questi ragazzi l’esperienza scolastica può spesso essere percepita come frustrante e minacciosa. Il termine «dispersione», che quindi si potrebbe più comunemente sostituire con «fallimento formativo», è quindi un sinonimo di «insuccesso scolastico» in generale piuttosto che di «abbandono» e include tutte le possibili modalità in cui il corso di studi per uno studente risulti irregolare.

04:58 MICHELA_GUIDA PER L’APPLICAZIONE DELL’IDEA E SUE FASI L’adozione dell’idea “Bocciato con credito” avviene attraverso scelte metodologiche centrate sulla personalizzazione e la meta riflessione e la didattica laboratoriale. Si è visto, infatti, come gli studenti con scarso profitto abbiano una bassa autoefficacia, una bassa capacità di auto-orientamento e una scarsa consapevolezza delle proprie capacità. Sappiamo, infatti, da alcuni studi sull’apprendimento che si basano su un concetto teorizzato dallo psicologo Albert Bandura, che questi ragazzi, ad un certo punto, sono talmente abituati ad andare male, che loro stessi configurano il proprio rapporto con lo studio e con l’apprendimento a partire dal fatto che non impareranno mai. Diventano quindi i carnefici di loro stessi. Proprio questi ragazzi hanno bisogno di adulti in grado di leggere il processo psicologico che stanno vivendo, attraverso la proposta di un percorso formativo personalizzato che li aiuti a scoprire e valorizzare le proprie peculiarità. Per questo l’idea “Bocciato con credito” prevede l’attivazione di percorsi differenziati per il raggiungimento di mete personali. L’educazione personalizzata non è solo, quindi, un nuovo e più efficace metodo d’insegnamento. È quella pratica che trasforma il lavoro di apprendimento in un percorso di formazione personale che l’alunno porta avanti, attraverso la scelta di compiti e l’accettazione di responsabilità. Una caratteristica essenziale dell’educazione personalizzata consiste nell’offrire agli alunni delle possibilità di scelta nelle diverse situazioni, affinché si esercitino nell’uso della libertà.

06:19 MARTINA_LA DIDATTICA LABORATORIALE Che senso avrebbe dilatare l’anno scolastico in due anni se allo studente in difficoltà si ripropongono gli stessi argomenti, con lo stesso approccio trasmissivo? In risposta a questo, l’approccio laboratoriale all’insegnamento viene visto da più autori come una valida alternativa in grado di contrastare i meccanismi che generano dispersione. Il laboratorio prevede, infatti, una modalità di partecipazione attiva dello studente, che viene posto al centro dell’apprendimento, allo scopo di ottenere un aumento della motivazione, in quanto fattore principale di contrasto all’insuccesso scolastico.

06:50 MICHELA_IL TEMPO SCUOLA Vediamo ora come si caratterizza il tempo scuola. La personalizzazione del percorso formativo che, come descritto, gioca un ruolo fondamentale in “Bocciato con credito”, porta di conseguenza a un ripensamento sulla dimensione didattica del Tempo. Già a partire dal 2007, ad esempio, è stato sottolineato come modifiche del tempo scuola, in senso di adattamento e personalizzazione, possano garantire opportunità di successo e valorizzazione delle diverse individualità. La capacità di mettere in atto pratiche innovative manipolando elementi temporali per rispondere ad esigenze individuali degli studenti è quello che Corno chiama «teaching adaptively». Ancora, Fredrick e Walberg hanno stabilito una correlazione tra efficacia del docente e utilizzo del tempo scuola, concludendo che non è la quantità di tempo dedicato all’apprendimento in classe, ma il modo in cui esso è organizzato e ottimizzato a fare la differenza in termini di efficacia dell’intervento didattico. “Bocciato con credito” si muove proprio in questa direzione, non aumentando le ore che lo studente deve trascorrere in classe, ma anzi articolando diversamente l’organizzazione del tempo con un intento di personalizzazione. La modifica temporale più consistente resta però un’altra: questo modello di fatto può favorire la suddivisione del curricolo di un anno di frequenza in due anni successivi.  Pur mantenendo formalmente l’apparenza di una bocciatura con ripetenza, questo permette un giusto adattamento ai tempi di apprendimento necessari al singolo studente.

08:12 MARTINA_L’ESPERIENZA DELL’IIS “LUCA PACIOLI” DI CREMA Approfondiamo ora l’esperienza dell’Istituto di Istruzione Superiore “Luca Pacioli” di Crema. L’Istituto di Crema è articolato negli indirizzi tecnici “Amministrazione, Finanza e Marketing” e “Costruzione, Ambiente e Territorio” e nel “Liceo Scientifico ad indirizzo sportivo”. L’Istituto si divide su due sedi, con una popolazione scolastica di circa 1.500 studenti. Dato l’elevato numero di non ammessi alle classi successive riscontrato negli anni del biennio, l’Istituto ha da sempre riservato grande attenzione alle difficoltà degli studenti e al contenimento della dispersione scolastica. Il progetto “Bocciato con credito” nasce come simmetrico al sistema del debito formativo introdotto dalla cosiddetta “Legge D’Onofrio” con l’unica differenza che “Bocciato con credito” non vuole essere un semplice fatto numerico o formale, ma uno strumento concreto per motivare gli studenti a continuare il percorso di studio e ad imparare a valorizzare i loro punti di forza. Le attività di progetto si articolano in due momenti, che possono essere attuati anche indipendentemente l’uno dall’altro: un momento è riferito alla situazione in cui lo studente manifesta le difficoltà rilevanti e i risultati sono tali da poter precludere l’ammissione alla classe successiva. In questa determinata situazione operare con “Bocciato con credito” significa dare allo studente motivo per non sospendere la frequenza e consentirgli di sperimentare il successo, anche se in un numero un po' più limitato di discipline; il secondo momento è, invece, riferito all’annualità in cui lo studente ripete una classe: in questa situazione, indipendentemente dalle scelte fatte precedentemente, per lo studente vengono registrati come crediti gli esiti positivi conseguiti l’anno prima. Molto spesso il riconoscimento di questi crediti non implica ulteriori azioni, ma costituisce semplicemente la conferma dell’esistenza di aree di positività. Altre volte, invece, il credito permette di ridurre il carico di lavoro per concentrarsi su altre discipline da approfondire.  Non conosciamo esempi analoghi ma il riferimento ideale per l'Istituto Pacioli è stata la struttura scolastica finlandese, dove il curricolum è costituito da singoli moduli, che sono per noi le “unità di apprendimento”, che lo studente deve aver superato positivamente al termine del percorso di studi, senza che vi siano bocciature o promozioni da una classe all’altra. Il progetto “Bocciato con credito”, come tutti i progetti in corso nell’Istituto di Crema, non è rivolto ad un ambito ristretto, ma se necessario può essere attuato in tutte le classi.

10:22 MICHELA_VANTAGGI E CRITICITÀ Vediamo ora quelli che sono i vantaggi e le criticità di quest’Idea. Innanzitutto, sono necessarie delle risorse. Per prima cosa dev’essere ben chiaro che “Bocciato con credito” non è una metodologia ‘di massa’; infatti, si rivolge a pochissimi alunni ben individuati. La ragione dipende soprattutto dalle risorse che occorre investire per supportare gli studenti nel loro percorso personalizzato. Durante il patto sottoscritto dalla scuola con lo studente e la sua famiglia, il giovane può scegliere le materie su cui concentrare i suoi sforzi e sulle quali la scuola gli offrirà attività aggiuntive in base alle proprie risorse economiche e umane. Per esempio, italiano e storia attraverso il cinema e la narrativa o inglese attraverso la musica o i corsi di potenziamento extracurriculari, corsi estivi e ogni nuova idea nata dall'inventiva dei docenti. C’è da tenere in conto una certa flessibilità organizzativa, senza la quale non è possibile riorganizzare l’intero orario scolastico intorno alle esigenze di questo gruppo minore di alunni. Si può però agire, per esempio, con classi parallele e prevedere che questo gruppo partecipi a delle attività come una piccola classe, con l’intento di tenerlo in aula il più possibile. Poi ci sono le competenze dei docenti, infatti il successo è basato sulla sensibilità e professionalità dei docenti stessi. C’è anche da tener conto del trauma della bocciatura e del ruolo delle famiglie. La bocciatura è sempre un trauma per la famiglia e per il ragazzo ed è una prospettiva che entrambi evitano di affrontare finché è possibile, preferendo continuare a pensare che tutto andrà bene, che c’è sempre la possibilità di recuperare, che non è tutto perduto. Per questo motivo parlare francamente e realisticamente di bocciatura con loro è un compito difficile e impegnativo perché non si tratta di comunicare un esito, bensì di guidare il ragazzo alla consapevolezza della situazione e alla capacità di fare scelte. Parallelamente, portare le famiglie alla consapevolezza che il ragazzo necessiti del loro supporto.

12:12 MARTINA_I MOTIVI PER CUI ADOTTARE QUESTA METODOLOGIA I motivi per cui adottare questa metodologia sono tanti: • per dare coerenza ai percorsi individuali di crescita e di sviluppo della persona; • per aiutare il ragazzo ad effettuare una riflessione autonoma sul proprio percorso di crescita e di autonomia; • per ridurre il drop out degli studenti a rischio dispersione; • e per lo studente in difficoltà, che può essere stimolato ad impegnarsi fino alla fine dell’anno, alla ricerca di risultati positivi che, in ogni caso, gli torneranno utili.

12:36 MARTINA_ CHIUSURA Con l’esempio dell’Istituto di Istruzione Superiore Pacioli di Crema abbiamo visto come questa idea abbia prodotto risultati positivi, sia in termini di rimotivazione sia per la prevenzione degli abbandoni scolastici. E siamo certe che anche il tuo Istituto potrà beneficiare della sua applicazione. Noi ti diamo appuntamento alla prossima puntata!

12:54 MICHELA_SIGLA DI CHIUSURA Hai ascoltato “Idee per Insegnare”, una serie podcast ideata da Generas Foundation all’interno del progetto Edunauta. Le idee educative proposte fanno parte del movimento Avanguardie Educative dell’Istituto INDIRE, l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione, Ricerca Educativa del Ministero dell’Istruzione. Per saperne di più ascolta il trailer o vai sul sito innovazione.indire.it/avanguardieeducative. “Idee per Insegnare” è un podcast realizzato in collaborazione con Rossella Pivanti e con le voci di Michela Calvelli e Martina Plebani.


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