Edunauta- Sguardi agli Orizzonti Educativi
  • Home
  • Edumappa
  • Podcast
  • Ottieni supporto
  • Gli Edunauti
  • Blog
  • Login








« TORNA INDIETRO

Integrazione CDD/Libri di testo


Trascrizione


00:00 MARTINA_INTRODUZIONE

Dal 2013 è consentito ad ogni scuola produrre contenuti didattici integrativi o sostitutivi del materiale di studio.

La Legge 28 del 2013 recita così: “Gli istituti scolastici possono elaborare il materiale didattico digitale per le specifiche discipline da utilizzare poi come libri di testo e strumenti didattici per la disciplina di riferimento; l’elaborazione è affidata ad un docente supervisore che garantisce, anche avvalendosi di altri docenti, la qualità dell’opera sotto il profilo scientifico e didattico, in collaborazione con gli studenti delle proprie classi in orario curriculare”.

 

Qui emerge l’esigenza di ribadire il ruolo centrale del docente nella costruzione di approfondimenti più calibrati sui bisogni degli studenti, creando percorsi didattici che sappiano staccarsi dall’unica linea interpretativa del singolo libro di testo. Oggi vi raccontiamo di come l’Istituto Ettore Majorana di Brindisi sia stato in grado di creare la rete "Book in Progress": una rete di scuole che realizza e produce materiali didattici sostitutivi dei libri di testo. I contenuti digitali sono realizzati dai docenti provenienti dalle diverse scuole e sono messi a disposizione delle realtà che ne vogliono adottare l’idea didattica. “Book in Progress” è sicuramente un esempio, ma soprattutto un aiuto concreto per tutti quelli che vogliono avvicinarsi od implementare questa Idea.

 

01:11 MICHELA_SIGLA

Ciao! Siamo Michela e Martina di Edunauta, l'esploratore di universi educativi. All’interno di questo podcast ti guidiamo alla scoperta di nuove “Idee per Insegnare”, rinnovare e rigenerare la scuola dal basso. Queste Idee arrivano dal movimento Avanguardie Educative nato presso l’Istituto INDIRE.

“Idee per Insegnare” è una serie podcast ideata da Generas Foundation, all’interno del progetto Edunauta.

 

01:34 MICHELA_APERTURA

Una ricerca svolta da Indire nel 2018 conferma come il libro di testo sia ancora oggi centrale nella didattica. Infatti, viene vissuto come strumento per sostenere i percorsi di apprendimento degli studenti e per aiutare il lavoro dell’insegnante. Nel tempo la sua funzione principale è stata quella di garantire un programma di studio e di rappresentare il veicolo principale di idee, principi e valori culturali di una società. Il decreto che abbiamo citato in apertura conferma la funzione centrale che il libro di testo ha avuto nella storia dell'istruzione. Infatti, si ispira all’opera di illustri studiosi, tra cui Alain Choppin che è uno storico francese che ha ricostruito le vicende del libro di testo. E ha definito le sue quattro funzioni fondamentali:

 

1.    la prima è quella “referenziale”, in quanto stabilisce un rapporto tra l’attività delle classi e il programma di studi nazionale. Infatti, l’universalizzazione è anche la prima caratteristica riconosciuta al libro di testo.

 

2.    La seconda funzione è quella “strumentale”, che vede il libro come strumento fondamentale per il lavoro del docente.

 

3.    La terza funzione, che viene definita “ideologica e culturale”, si lega all’idea di autorialità: cioè attraverso le pagine di un testo passano valori, punti di vista e posizioni ideologiche.

4.    E la quarta funzione, infine, è quella “documentaria”: cioè, il libro di scuola si propone come strumento di raccolta di una serie di documenti, che sono fonti primarie di conoscenza.

 

Secondo Indire queste funzioni devono oggi essere garantite e anche riviste. Oggi, c’è bisogno di una nuova dimensione della conoscenza. Una dimensione che sappia valorizzare la varietà dei punti di vista e dei materiali da utilizzare nella didattica. Non è più possibile escludere dalla didattica la ricchezza dell’informazione che oggi è resa disponibile dal web.

 

Già negli anni ‘60 il Movimento di Cooperazione Educativa promuove la ricerca di un’alternativa all’adozione del libro di testo che, già allora, è ritenuto poco efficace per gli studenti e i loro apprendimenti. Infatti, citiamo una frase da “Il libro di testo nella didattica moderna”, scritto da diversi autori, tra cui Mario Lodi e Aldo Pettini, che dice: “Un libro che offra a tutti i bambini di una classe le stesse letture, le stesse immagini, non avrebbe senso, non solo nell’ambito di una didattica di avanguardia, ma neanche secondo i programmi”.

 

In quegli stessi anni, la critica ai manuali è rappresentata da esperienze significative come quella della “Biblioteca di Lavoro”, che è stata coordinata da Mario Lodi con lo scopo di sostituire la tradizione del libro di testo con una varietà di pubblicazioni più idonee a stimolare il pensiero critico.

 

Oggi, questa tradizione rivive, si rinnova grazie anche a una tecnologia che sostiene nuove pratiche educative e aiuta lo studente ad essere parte attiva nel progettare e realizzare contenuti didattici digitali.

 

04:07 MARTINA_IDEA ALLA BASE

L’Idea propone tre diversi approcci al tema dell’autoproduzione e dell’utilizzo del libro di testo, ovvero:

 

• L’autoproduzione di contenuti digitali integrativi: dove non si rinuncia alla canonica adozione dei libri di testo, ma comunque le classi producono contenuti digitali con l’obiettivo di approfondire e personalizzare il curricolo proposto da questi manuali.

 

• La seconda è l’adozione di risorse didattiche digitali prodotte da docenti e studenti, in cui si adottano contenuti didattici digitali solo per alcune discipline. Questi contenuti sono prodotti dai docenti con la collaborazione degli studenti.

 

• La terza e ultima è l’adozione di libri di testo autoprodotti dai docenti dove, quindi, la produzione di libri è portata avanti da docenti di una rete di scuole.

 

La sperimentazione di questa Idea nelle scuole è un’occasione per riflettere su come il potenziale del digitale possa veramente contribuire a migliorare la scuola.

 

04:54 MICHELA_COSA SI INTENDE PER CDD

Cosa si intende per CDD, cioè “Contenuto Didattico Digitale”?

Con la parola “CONTENUTO” ci si riferisce a un frammento di quella conoscenza che i percorsi di formazione contribuiscono a generare negli studenti. Quindi, può essere uno scritto, una comunicazione in genere che tratti del contenuto di un libro, un articolo, oppure una lettera, una poesia e così via.

 

Con “DIDATTICO” si fa riferimento al “contenuto integrativo”, che deve essere necessariamente sviluppato con il contributo degli studenti. Gli alunni, infatti, vengono coinvolti in un lavoro di progettazione, sviluppo e revisione dei prodotti stessi.

 

Infine “DIGITALE”, che fa riferimento all’idea di una “didattica integrata” in cui la didattica digitale non è solo una possibilità emergenziale, ma più un’opportunità per superare l’esclusività della lezione frontale.

 

05:39 MARTINA_COME SI PROGETTA E SI REALIZZA UN CDD

Ma vediamo ora come si progetta e si realizza un contenuto digitale di questo tipo. La progettazione e lo sviluppo di un “Contenuto Didattico Digitale” richiede una serie di fasi di lavoro dove, ovviamente, non esiste una modalità unica di procedere, ma ogni scuola, ogni classe o gruppo che sia, è invitato a muoversi in maniera diversa in base al tipo di prodotto che intende realizzare. Riportiamo, comunque, dei momenti salienti di questa attività:

 

-       il primo è la Progettazione del docente, punto fondamentale da cui partire. Quando si lavora in maniera interdisciplinare le difficoltà maggiori sono legate alle modalità con cui si raccordano le attività distribuite tra le diverse discipline. Per questo è importante tenere traccia di quanto è stato fatto all’interno delle diverse classi ed è necessario stabilire modalità di progettazione e format condivisi perché contribuiscano ad ‘accompagnare’ questo processo di produzione e di sviluppo.

 

-       Abbiamo poi l’ideazione. Una volta definita la traccia di lavoro condivisa con i colleghi, si avviano le attività all’interno delle classi. E’ una fase durante la quale si individua un argomento che rappresenterà il focus di una serie di attività da svolgere nel corso dell’anno, con obiettivi e traguardi e diverse fasi di lavoro.

 

06:44 MICHELA_COME SI PROGETTA E SI REALIZZA UN CDD

-       Un altro momento basilare è quello della Ricerca e Approfondimento. Qui le classi dedicano un buon lasso di tempo all’approfondimento del tema individuato. Lavorano in ambiti disciplinari e svolgono attività di ricerca con diverse strategie. Poi svolgono attività di consolidamento sui temi trattati.  Si tratta della costruzione di un archivio digitale ben strutturato che rappresenta uno degli step fondamentali di questa attività.

 

-       Poi c’è la Sistematizzazione, una fase in cui si tenta una prima sintesi che tenga insieme tutte le attività effettuate. E’ proprio il momento in cui si ricostruisce il filo di quanto raccolto.

 

07:16 MARTINA_COME SI PROGETTA E SI REALIZZA UN CDD

-       Si passa poi allo Sviluppo del soggetto. Partendo da quanto raccolto, le classi stendono il “soggetto”: cioè la descrizione sotto forma di breve testo del prodotto che intendono realizzare. Viene individuato il genere che desiderano sviluppare (quindi un video reportage, oppure uno slideshow o uno storytelling oppure un blog); si stabiliscono i contenuti su cui intendono concentrarsi; ed infine si scelgono le tecniche che si intendono utilizzare.

 

-       Così si passa poi allo step di Sviluppo della sceneggiatura. Una volta che viene discusso e messo a punto il soggetto, gli studenti immaginano una vera e propria sceneggiatura del prodotto. E ci sono molte tecniche di sceneggiatura che sono necessariamente legate al tipo di prodotto che si è scelto di sviluppare.

 

07:57 MICHELA_COME SI PROGETTA E SI REALIZZA UN CDD

-       Gli ultimi due momenti sono Montaggio e Revisione. Il montaggio consiste nella realizzazione del prodotto. I software da utilizzare sono ormai molti, alcuni anche open access, per cui la scelta dipende dalla natura del prodotto immaginato e dalla complessità tecnica che si intende affrontare.

-       La Revisione è una fase necessaria per stabilire una relazione tra l’obiettivo iniziale e il prodotto finale, e per portare eventuali modifiche.

 

08:20 MARTINA_ESEMPIO DI IMPLEMENTAZIONE

Ora che vi abbiamo raccontato come si progetta un “Contenuto Didattico Digitale”, facciamo un esempio di implementazione, dove il Collegio dei Docenti stabilisce di avviare una sperimentazione sulla produzione in proprio di libri di testo di geografia. Le diverse classi, qui, si impegnano nella produzione di una parte del libro, indicando i contenuti da trattare durante il corso dell’anno. I libri di testo e i materiali didattici realizzati sono poi insieme strumento e prodotto dei percorsi di formazione e conoscenza, il tutto attraverso la metodologia della progettazione. Passando attraverso le diverse fasi che abbiamo raccontato prima, il prodotto finale diventa il frutto di un lavoro collaborativo che coinvolge insegnanti e tutti gli studenti e che valorizza le loro competenze e le attitudini, e ne potenzia la capacità di lavorare in gruppo.

 

09:01 MICHELA_CASO STUDIO

Ora vi raccontiamo l’esempio di un’adozione di libri di testo autoprodotti dai docenti, realizzata e promossa dall’Istituto Superiore “Ettore Majorana” di Brindisi. Si tratta della rete “Book in Progress” attiva dall’anno scolastico 2009/2010. La rete propone l’autoproduzione di libri di testo a cura di gruppi di docenti di tutto il territorio nazionale. Con questa esperienza l’Istituto ha voluto:

 

-       introdurre un uso consapevole e produttivo di nuove metodologie di insegnamento e di apprendimento col supporto delle nuove tecnologie.

 

-       Inoltre, ha voluto rendere lo studente sempre più consapevole e partecipe del processo di apprendimento e di costruzione del sapere. Infatti, i books (così chiamati dai docenti della rete) vogliono essere una “finestra” sulla conoscenza che deve essere indagata non solo attraverso competenze cognitive, ma anche attraverso quelle umane e sociali, che sono altrettanto necessarie per lo sviluppo.

 

Se una scuola vuole aderire a “Book in Progress” deve candidare dei collaboratori al suo interno e poi collaborare alla realizzazione dei books per almeno due discipline, tra quelle ‘attive’ nella rete. I coordinatori disciplinari convocano una o più riunioni annuali per definire le linee di sviluppo e organizzare i lavori di produzione dei testi. Si occupano anche della revisione dei materiali, della loro originalità, della loro validazione e anche della loro pubblicazione, sia in formato cartaceo che multimediale. Infine, sempre i coordinatori disciplinari e i collaboratori di “Book in Progress” partecipano annualmente ad attività di formazione in presenza. Anche le famiglie sono coinvolte, alle quali viene chiesto di reinvestire in tecnologia (con l’acquisto di tablet) parte di quanto avrebbero speso per acquistare i libri di testo dei propri figli. Viene così favorito

un considerevole contenimento dei costi per ciascun nucleo famigliare. Ai genitori dei nuovi iscritti il progetto viene presentato durante gli incontri dedicati all’orientamento.

 

10:45 MARTINA_COME SI STA EVOLVENDO “BOOK IN PROGRESS”

Ma come si sta evolvendo “Book in Progress”? La rete sta migrando verso una diversa strutturazione dei propri materiali in piattaforma. I prodotti sono, infatti, resi maggiormente slegati in brevi “Unità di Apprendimento” che favoriscono la partecipazione dello studente al proprio processo formativo e questo avviene attraverso la personalizzazione dei materiali didattici. L’evoluzione della rete vuole stimolare un cambiamento dal punto di vista metodologico ispirato al modello della flipped classroom. La tendenza a cui puntare è quella di sviluppare negli studenti la capacità di ricercare le fonti in una logica costruttiva. Praticamente, attraverso il lavoro di gruppo si valorizzano le specificità individuali e l’atteggiamento critico nei confronti del sapere. Infine, la novità che si vuole promuovere nella concezione stessa del “Book in Progress” è lo sviluppo di competenze di cittadinanza attiva e partecipativa. In pratica, si parte dal contenuto specifico, per andare a sensibilizzare su delle tematiche di carattere sociale, ambientale e politico. In questo modo si va a costruire un processo non solo di acquisizione di nozioni, ma anche di capacità di rielaborazione in aspetti di alto valore formativo ed educativo.

 

11:49 MICHELA_PERCHE’ ADOTTARE LA METODOLOGIA

Perché adottare la metodologia? Il libro di testo è spesso vissuto come uno stretto vincolo dai docenti che intendono l’insegnamento come un atto creativo. I limiti del libro sono legati alla genericità dei contenuti e alla conseguente distanza dalla realtà delle classi, che invece sono fatte di esseri umani articolati e unici. Il linguaggio è spesso poco adeguato a quello degli studenti, gli argomenti sono ridondanti e le pagine dei libri hanno un ‘peso specifico’ forse non poi così necessari. Oggi si tratta di pensare a un libro più come a un’ossatura attorno alla quale si struttura un comune sapere, a cui poi vanno integrati materiali per costruire percorsi personalizzati, dinamici e che integrano più punti di vista. Allo studente è data anche l’opportunità di integrare il libro con una parte da lui curata, gli viene data l’occasione di imparare a sviluppare aspetti socio-relazionali, emotivi, motivazionali, tecnici e didattici.

Per concludere il libro può essere come un fil rouge che lega più temi e rappresenta un punto di partenza. Poi, viene integrato per tanti motivi, tra cui:

●     superare la logica dello studio inteso come mero apprendimento mnemonico.

●     Favorire l’approccio progettuale e la pratica laboratoriale nei percorsi di formazione.

●     Contestualizzare i contenuti della formazione.

●     Favorire l’integrazione degli strumenti digitali.

●     Sviluppare metodologie innovative di rappresentazione della conoscenza.

●     Ridurre e ottimizzare la spesa destinata a libri di testo spesso in larga parte inutilizzati.

 

E con questo chiudiamo la puntata di oggi e ti invitiamo a testare e sperimentare, ma soprattutto a farci sapere come è andata! Noi ti aspettiamo nel prossimo episodio!

 

13:23 MARTINA_SIGLA DI CHIUSURA

Hai ascoltato “Idee per Insegnare”, una serie podcast ideata da Generas Foundation all’interno del progetto Edunauta. Le Idee educative proposte fanno parte del movimento Avanguardie Educative dell’Istituto INDIRE, l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione, Ricerca Educativa del Ministero dell’Istruzione. Per saperne di più ascolta il trailer o vai sul sito innovazione.indire.it/avanguardieeducative

 

“Idee per Insegnare” è un podcast realizzato in collaborazione con Rossella Pivanti e con le voci di Michela Calvelli e Martina Plebani.




Privacy Policy | Cookie Policy



Edunauta è un programma operativo di

info@edunauta.it



CF: 97717730150
Via Durando 39
20158 Milano (Bovisatech)
www.generas.it