00:00 MICHELA_INTRODUZIONE E’ possibile estendere l’approccio utilizzato nelle materie scientifiche e STEM a tutte le discipline? L’Idea che vi raccontiamo oggi consiste proprio nell’applicare l’approccio metodologico tipico dei “Laboratori del Sapere Scientifico” anche alle altre discipline. L’obiettivo è superare il modello trasmissivo dell’insegnamento, che riduce l’apprendimento all’acquisizione di conoscenze precostruite, per sostituirlo con un apprendimento significativo, promosso attraverso esperienze o situazioni problematiche selezionate. In queste gli studenti sono attivamente coinvolti in processi di:
In questo modo si prevede una costruzione partecipata di conoscenze, all’interno della classe.
In questa puntata scopriremo un esempio intitolato "Piccoli misteri quotidiani" e realizzato nelle scuole primarie dell’Istituto Comprensivo Barberino di Mugello e dell’Istituto Comprensivo “Scarperia-San Piero” della provincia di Firenze.
00:56 MARTINA_SIGLA Ciao! Siamo Michela e Martina di Edunauta, l'esploratore di universi educativi. All’interno di questo podcast ti guidiamo alla scoperta di nuove “Idee per Insegnare”, rinnovare e rigenerare la scuola dal basso. Queste Idee arrivano dal movimento Avanguardie Educative nato presso l’Istituto INDIRE. “Idee per Insegnare” è una serie podcast ideata da Generas Foundation, all’interno del progetto Edunauta.
01:20 MARTINA_APERTURA
L’Idea nasce dalla collaborazione tra INDIRE e i “Laboratori del Sapere Scientifico”, nati nella Regione Toscana nel 2010 in collaborazione con il mondo dell’Università e quello delle associazioni professionali dei docenti allo scopo di costituire nelle scuole di ogni ordine e grado, a partire dall’infanzia, gruppi permanenti di ricerca e di innovazione nell’ambito dell’educazione matematico-scientifico e tecnologica. I “Laboratori del Sapere” si rifanno a un’idea di apprendimento che nasce da una riflessione sulla propria conoscenza in un contesto esperienziale o problematico. Sono tre i parametri chiave che li caratterizzano:
1. l’approccio fenomenologico-induttivo ai contenuti attraverso il quale si ricostruisce con gli studenti il percorso cognitivo che porta all’acquisizione dei saperi e alla padronanza delle abilità;
2. percorsi curricolari basati su esperienze, attività e problemi individuati nell’ambito di contenuti che definiscono la scientificità di una determinata disciplina. In accordo con Vygotskij, l’analisi di un fenomeno consiste nella capacità di cogliere i legami e le diverse relazioni che esso stabilisce con il resto del mondo, per evidenziarne tutta la sua complessità;
3. ed infine, la presenza di elementi di concettualizzazione e di teorizzazione. Fondamentali sono, infatti, la concettualizzazione e la dimensione linguistica. Nello svolgere le attività con gli studenti deve essere dedicato molto tempo alla riflessione individuale e collettiva, alla rielaborazione attraverso la scrittura e il disegno e alla discussione e al dialogo. Il linguaggio assume, infatti, un ruolo centrale come realizzazione del pensiero e, sempre secondo Vygotskij, è innanzitutto strumento di rappresentazione soggettiva dei fenomeni; poi motivo di confronto e di scambio nella comunità di classe. Nei “Laboratori del Sapere” è centrale documentare l’apprendimento: la documentazione accompagna, infatti, ogni fase dell’attività e si realizza con una produzione testuale condivisa a cura di docenti e di studenti.
03:07 MICHELA_IDEA ALLA BASE
Se dovessimo sintetizzare l’Idea alla base dei “Laboratori del Sapere” potremmo dire che riprende un’idea di apprendimento che nasce nella e dalla riflessione sulla conoscenza, oltre che da un contesto esperienziale o problematico. La proposta dei “Laboratori del Sapere” attribuisce grande importanza all’esperienza, al “contatto diretto con le cose”, come momento iniziale del processo di apprendimento. Si allontana però dallo sperimentalismo ingenuo in quanto l’attività sperimentale, non viene intesa come fine a se stessa, ma come momento cui deve seguire la necessaria riflessione e poi la formalizzazione e la concettualizzazione, in un’ottica di “laboratorio della mente”. In particolare, nella scuola del primo ciclo, fino al primo biennio della scuola secondaria di secondo grado, è importante affidarsi a un approccio fenomenologico per superare il carattere enciclopedico e nozionistico della conoscenza. Con l’Idea “Laboratori del Sapere” si vuole invece procedere per favorire lo sviluppo di quelle competenze trasversali alle discipline, considerate punto di arrivo di ogni processo di formazione. E’ particolarmente funzionale nella scuola di base che “gli alunni facciano esperienza dei fenomeni in situazioni concrete, esplorandoli e ragionando su di essi”, per poi procedere nel comprenderli.
Un tassello importante della cornice teorica della proposta riguarda la scelta degli argomenti e la progettazione dei contenuti. La scelta dei contenuti deve essere accurata e deve limitarsi a quelli essenziali della disciplina, compatibili con un insegnamento che ha bisogno di tempi lunghi. Nella scelta dei contenuti è importante, quindi, tenere in considerazione “l’accessibilità cognitiva e l’importanza culturale-disciplinare delle problematiche individuate”.
Questo approccio si allontana dallo sperimentalismo ingenuo, per il fatto che dà un grande valore non tanto all’esperienza in sé, quanto alla riflessione che, in varie forme, scaturisce intorno all’esperienza. Per questo motivo, nello svolgere le attività con gli studenti, è dedicato molto tempo alla riflessione individuale e collettiva, successiva ai momenti di osservazione e sperimentazione; mentre per i più piccoli il tempo è dedicato alla rielaborazione attraverso la scrittura, il disegno e la discussione e il dialogo nei momenti di condivisione. L’insegnamento può essere efficace se ogni studente è attivo nella costruzione della conoscenza all’interno della dimensione sociale, e quindi nel contesto della classe. Elemento chiave di questo approccio è la documentazione costante dei processi di apprendimento, che accompagna ogni fase dell’attività che si realizza. Infine, con una produzione testuale che rappresenta il punto di arrivo dei percorsi individuali e di gruppo.
05:31 MARTINA_GUIDA PER L’APPLICAZIONE DELL’IDEA E SUE FASI
L’impostazione della proposta può essere articolata in attività basate su cicli di 5 fasi, pensate per i percorsi di Scienze, ma applicabili con opportuni adattamenti anche a tutte le altre discipline. Le fasi non rappresentano un vincolo metodologico, ma un orientamento per l’azione didattica dei docenti. La metodologia dei “Laboratori del Sapere” è stata definita dai docenti stessi come “un sistema a scatole cinesi” per sottolineare come questi non rappresentino momenti unici ed irripetibili, ma vengano riproposte e riprese in più tempi all’interno del percorso di apprendimento.
La prima fase è quella dell’osservazione. Osservare significa partire dalla realtà, dall’esperienza degli studenti, cercando così di motivarli e di suscitare in loro l’interesse. Osservare significa imparare a guardare ed il momento dell’osservazione è segnato da un’attenzione costante alla verbalizzazione, che si realizza tramite la sollecitazione continua degli studenti a raccontare e ad esprimere ciò che stanno osservando.
Segue poi la fase di verbalizzazione scritta individuale, che è senza dubbio un momento assai significativo. Per prima cosa aiuta gli studenti a capire su cosa focalizzare la propria attenzione nel momento dell’osservazione. Consente poi un primo passaggio dalla soggettivazione all’oggettivazione, che è un momento fondamentale per la costruzione della conoscenza. Per i docenti la verbalizzazione individuale ha la funzione di aiutare a ‘vedere il pensiero’ di ogni studente.
La fase 3 è quella di discussione collettiva. Questi momenti di interazione verbale, di dialogo, sono ricorrenti in tutti i percorsi proposti sia nei momenti iniziali, per far emergere le prime idee dei ragazzi, così come nelle tappe successive, in alcuni snodi importanti dello sviluppo delle attività. La discussione collettiva è un momento prezioso per lo sviluppo non solo dell’apprendimento di tipo disciplinare, ma anche di competenze di tipo trasversale, come ad esempio quelle di cittadinanza, di uso della lingua e del pensiero critico. Il ruolo di regia del docente è fondamentale nel facilitare la partecipazione di tutti e, al tempo stesso, anche nel condurre pian piano verso l’obiettivo prefissato. Fare la domanda giusta, rendere più partecipati questi momenti, essere guida ma non giudice e trovare un equilibrio nei turni di parola, dare valore ad alcuni interventi perché più funzionali, non censurare troppo gli interventi meno produttivi e dare il giusto feedback, sono tutti aspetti a cui deve fare attenzione il docente che conduce la discussione.
07:45 MICHELA_ GUIDA PER L’APPLICAZIONE DELL’IDEA E SUE FASI
La quarta fase è l’affinamento della concettualizzazione. È il momento in cui occorre riordinare le idee, rivedere la propria opinione o interpretazione in base alla discussione e all’osservazione dei fenomeni. Questa specifica fase costituisce un’occasione metacognitiva fondamentale che aiuta gli studenti a riflettere su come il loro pensiero si sia modificato dopo il confronto con gli altri.
La quinta fase è la produzione condivisa. È la fase in cui si fa chiaro il rapporto tra riflessioni del singolo e sintesi collettiva. È il momento in cui si assiste all’effetto positivo del lavoro di gruppo. La sintesi collettiva serve come traccia chiara per tutti e diventa il documento di studio, una sorta di libro autoprodotto. Un percorso dei “Laboratori del Sapere” risulta significativo quando:
1. in primis, si crea un nesso tra il quotidiano vissuto al di fuori della scuola e la scuola stessa; quindi si mostra aderente all’esperienza degli studenti. Parte da ciò che bambini e ragazzi ‘portano a scuola’, dalla loro lingua, dalle loro esperienze;
2. poi, presenta una scansione in fasi che, con la loro ricorsività, garantiscono la gradualità e il rispetto di un tempo lento dell’insegnamento, secondo i ritmi formativi di tutti gli studenti;
3. inoltre, deve essere realizzato con un rigore epistemologico nella scelta degli argomenti affrontati;
4. poi, riconosce allo studente un ruolo attivo nel processo di costruzione della conoscenza;
5. e stabilisce un rapporto dinamico tra saperi e soggettività, tra rigore epistemologico e adeguatezza all’età e alle capacità degli studenti;
6. infine, dà importanza al linguaggio e alla rappresentazione in genere.
09:15 MARTINA_IL CASO DELL’IC BARBERINO DI MUGELLO E DELL’IC “SCARPERIA SAN PIERO”
Approfondiamo ora il caso dell’Istituto Comprensivo Barberino di Mugello e dell’Istituto Comprensivo “Scarperia-San Piero”, scuole primarie della provincia di Firenze. “Piccoli misteri quotidiani” è il titolo dato all’esempio che vi racconteremo ed è il segmento iniziale di una prima parte del percorso annuale “Enigma e mistero fra finzione e realtà”, che ha come obiettivo quello di lavorare su alcune importanti forme del discorso, quali la narrazione e l’argomentazione, viste nei testi di riferimento. E’ un percorso che ha un focus sulla dimensione linguistica ed in particolare all’imparare a scrivere, che sfruttando una tematica avvincente e motivante, come quella del mistero, conduce il bambino ad interrogarsi sui fatti singolari della vita, che il più delle volte passano inosservati, ma che generano comunque sconcerto o timore. Questo percorso si articola in 3 step principali.
1) Il primo: scrivere e riscrivere per imparare a scrivere, attraverso un’attività di ricerca di piccoli misteri nella vita quotidiana. Il primo passo è stato quindi suddiviso in attività che partono con lo stimolare curiosità e desideri conoscitivi nei bambini e, allo stesso tempo, far emergere quello che è il mondo di ciascuno di loro, con le esperienze che ogni alunno possiede. Il percorso si è sviluppato ragionando sulla differenza tra “annotare” e “scrivere”. I bambini condividono le loro riflessioni per arrivare, poi, dopo una conversazione ricca di spunti, ad una definizione condivisa e attraverso il susseguirsi di attività di riflessione linguistica, che si arriva alla raccolta di annotazioni misteriose, che conclude questa prima fase. Le maestre qui raccontano che il momento della raccolta delle annotazioni misteriose è stato un momento veramente speciale, quasi magico. In aula c’era un grande fermento. Ognuno era arrivato a scuola con il proprio taccuino su cui aveva annotato i misteri incontrati nella vita quotidiana. Il lavoro di costruzione di competenze linguistiche pone le basi, in questa situazione, di forte motivazione.
11:01 MICHELA_ IL CASO DELL’IC BARBERINO DI MUGELLO E DELL’IC “SCARPERIA SAN PIERO”
2) Il secondo step si sviluppa con l’esplorazione del mistero tra sintesi e analisi. La prima attività che è stata realizzata è quella di scrittura individuale per poi passare ad una ricerca linguistica e a un arricchimento lessicale attraverso testi d’autore. Infatti, abituati fin dalle prime classi, i bambini sanno che possono ‘copiare’ dagli scrittori tutto ciò che può essere loro utile per arricchire i propri elaborati. Poi si passa al lavoro sul testo, in cui dopo avere lavorato su semplici frasi viene proposto un inizio di testo letterario. Per poi passare a lavorare sulla seconda riscrittura individuale in cui viene chiesto ad ogni bambino di provare ad arricchire il proprio incipit di storie misteriose ‘rubando’ dei pezzetti dagli scrittori famosi. Questa attività viene proposta sia individualmente che in gruppo, per includere gli alunni che risultano ancora carenti.
11:47 MARTINA_ IL CASO DELL’IC BARBERINO DI MUGELLO E DELL’IC “SCARPERIA SAN PIERO”
3) Il terzo step è l’approfondimento dell’indagine tra rielaborazione e riformulazione. La scelta degli incipit d’autore è stata seguita da un’attività di riformulazione degli stessi incipit. I bambini, che sono già stati abituati a trasformare brani, hanno cambiato porzioni di frasi, la parte finale di una parola o ad alcuni pezzetti del frammento. Per poi concludere con la scrittura di un testo misterioso collettivo in cui i bambini hanno scelto la composizione di un compagno perché sembra possedere i migliori ingredienti per farla diventare un vero racconto del mistero. Tutto il percorso si conclude con un’attività di lettura e comprensione del testo con l’annessa riflessione linguistica e con la lettura e comprensione di un segmento di un film. Nei vari passaggi non sono mancate occasioni per approfondimenti linguistici, come ad esempio dei tempi verbali utilizzati, oppure nell’individuare nel testo le parti da cui è composto il brano.
12:35 MICHELA_I MOTIVI PER CUI ADOTTARE QUESTA METODOLOGIA
Vediamo ora i motivi per cui adottare questa metodologia. I percorsi dei “Laboratori del Sapere” possono essere intrapresi in ogni contesto didattico. Le motivazioni che inducono a metterli in pratica nascono dalla volontà di portare nella scuola l’approccio laboratoriale applicandolo a ogni ambito disciplinare. Adottare l’Idea «Laboratori del Sapere» è utile per:
• superare la logica trasmissiva dell’insegnamento che passa esclusivamente attraverso la spiegazione e lo studio del libro di testo;
• per dar peso all’esperienza di ogni studente, nella ricerca di una motivazione che rappresenta la base di ogni apprendimento autentico;
• un’altra motivazione è che questo approccio promuove la progressiva autonomia degli studenti;
• inoltre, rispetta in maniera rigorosa l’epistemologia della disciplina insegnata e individua i nuclei fondanti del curricolo;
• oltre a ciò, insegna agli studenti a ‘vedere’ e analizzare fenomeni;
• offre poi, a ciascuno studente, la possibilità di confrontarsi con la scrittura e con i linguaggi plurimi per esprimersi liberamente sui temi disciplinari;
• inoltre, offre la possibilità di aprire la classe al dialogo, favorendo una discussione e un confronto orientati all’acquisizione dei saperi;
• e l’approccio si rivela, infine, inclusivo e sembra produrre buoni risultati con studenti che non parlano ancora bene la lingua o hanno bisogno di tempi di comprensione più distesi.
Oggi abbiamo conosciuto un’applicazione di questo modello, ma siamo certe ce ne possano essere tantissime e molto differenti tra loro e non vediamo l’ora di conoscerle. Nel frattempo vi diamo appuntamento alla prossima puntata!
14:01 MARTINA_SIGLA DI CHIUSURA
Hai ascoltato “Idee per Insegnare”, una serie podcast ideata da Generas Foundation all’interno del progetto Edunauta. Le Idee educative proposte fanno parte del movimento Avanguardie Educative dell’Istituto INDIRE, l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione, Ricerca Educativa del Ministero dell’Istruzione. Per saperne di più ascolta il trailer o vai sul sito innovazione.indire.it/avanguardieeducative
“Idee per Insegnare” è un podcast realizzato in collaborazione con Rossella Pivanti e con le voci di Michela Calvelli e Martina Plebani.