Edunauta- Sguardi agli Orizzonti Educativi
  • Home
  • Edumappa
  • Podcast
  • Ottieni supporto
  • Gli Edunauti
  • Blog
  • Login








« TORNA INDIETRO

Spazio flessibile (Aula 3.0)


Trascrizione


00:00 MARTINA_INTRODUZIONE Quando immaginiamo un’aula scolastica, pensiamo a una cattedra, una lavagna di ardesia e dei banchi disposti in file. Siamo proprio sicuri che lo spazio così pensato sia il migliore per favorire e accompagnare l’apprendimento? Sappiamo che oggi le aule più avanzate vanno oltre questa logica e includono anche l’utilizzo di device mobili che consentono il superamento della dimensione fisica verso l’accesso ad ambienti di lavoro collocati nello spazio virtuale. Ma in questa puntata andiamo oltre, a scoprire come si può definire l’«Aula 3.0», uno spazio cioè in grado di favorire una didattica innovativa, che immagina e costruisce ambienti laboratoriali e collaborativi. In questa puntata vedremo più esempi su come le aule tradizionali possano cambiare evolvendosi verso spazi flessibili.

00:43 MICHELA_SIGLA Ciao! Siamo Michela e Martina di Edunauta, l'esploratore di universi educativi. All’interno di questo podcast ti guidiamo alla scoperta di nuove “Idee per Insegnare”, rinnovare e rigenerare la scuola dal basso. Queste idee arrivano dal movimento Avanguardie Educative nato presso l’Istituto INDIRE. “Idee per Insegnare” è una serie podcast ideata da Generas Foundation, all’interno del progetto Edunauta.

01:05 MICHELA_APERTURA Non esiste un modello unico a cui fare riferimento ed ecco perché la denominazione “Spazio flessibile”.  Per essere efficace e portare benessere agli studenti, ogni soluzione deve emergere da un’analisi condivisa dei bisogni. Il ripensamento degli spazi della scuola può, infatti, avvenire a diversi livelli: 1. il primo è quello di una progettazione di una nuova scuola; 2. il secondo è quello di una ristrutturazione di una o più aree della scuola; 3. il terzo è quella della riprogettazione di uno o più ambienti specifici. Guardando oltre l’ampiezza dell’intervento, le esperienze condivise delle scuole capofila dell’Idea hanno fatto emergere tre principali obiettivi-guida: • l’innovazione della didattica; • l’apertura della scuola al territorio esterno; • e il miglioramento del benessere e della qualità generale del servizio scolastico. Questi obiettivi, che sono strettamente correlati, forniscono alcune chiavi di lettura utili alla comprensione dei processi di progettazione degli spazi flessibili.

01:58 MARTINA_APPROFONDIMENTO Ma approfondiamo meglio singolarmente questi tre punti.  L’innovazione della didattica Il primo obiettivo guida descrive una linea di intervento volta a promuovere un nuovo tipo di aula per la didattica. Si tratta della progettazione di un nuovo ambiente di apprendimento in cui la dimensione spaziale diventa una componente essenziale, nell’ottica di configurare un setting moderno ed efficace. In questo senso, la progettazione di un nuovo ambiente è a volte guidato dall’esigenza di introdurre un approccio metodologico innovativo centrato sullo studente (ad esempio il metodo Harkness, lo Spaced learning, il TEAL e il Debate); altre volte nasce, invece, dall’esigenza di dover realizzare attività didattiche differenziate che la configurazione dell’aula tradizionale non consente.  L’elemento comune resta comunque l’innovazione della didattica, con l’obiettivo condiviso di superare la lezione frontale come modalità unica o prevalente di insegnamento, attraverso la realizzazione di ambienti più efficaci e funzionali agli studenti che imparano e che socializzano. Il secondo punto è l’apertura della scuola al territorio esterno La concezione della scuola viene rivisitata: non è più spazio adibito esclusivamente alle attività di insegnamento, come da tradizione, ma è una sorta di centro civico. E se la scuola si pone come centro culturale, deve esserle riconosciuta anche un ruolo di polo di aggregazione sociale che oltrepassa la dimensione statica dell’aula. Gli stessi studenti possono così essere coinvolti nella progettazione di attività extrascolastiche come ad esempio la musica, la lettura, il teatro, la lingua straniera e la palestra si può trasformare in agorà dove svolgere seminari e convegni aperti al territorio.  Vediamo ora il miglioramento del benessere e della qualità generale del servizio scolastico La scuola deve poter mettere a disposizione non solo ambienti di apprendimento efficaci, ma anche spazi sociali di convivenza e di confronto dove sia possibile incontrarsi, leggere e rilassarsi in un contesto di comodità e funzionalità. Momenti formali e momenti informali, legati e scollegati dalle attività prettamente scolastiche, devono quindi poter convivere in questi spazi.

03:53 MICHELA_IDEA ALLA BASE Ma perché nasce l’esigenza di cambiare uno o più ambienti all’interno delle scuole? La risposta a questa prima domanda è data dall’analisi dei bisogni da parte dei diversi protagonisti che vivono la realtà scolastica quotidianamente. È infatti importante, prima, individuare le ragioni e le esigenze per poi, in un secondo momento, fissare gli obiettivi. Una volta definiti i bisogni, che possono essere più o meno impliciti e riconosciuti, è necessario tradurli in proposte concrete in modo che si possano individuare le soluzioni e le risorse necessarie per realizzarle. 04:23 MICHELA_ GUIDA PER L’APPLICAZIONE DELL’IDEA E VARI ESEMPI Vi raccontiamo ora i passi attraverso i quali arrivare a descrivere la propria idea progettuale rispetto alla realizzazione di un ambiente che diventi “spazio flessibile”:  Il 1° passo consiste nel confronto con gli input esterni. Una volta individuati i bisogni e precisata la domanda di cambiamento è fondamentale confrontarsi con il contesto esterno e valutare, direttamente o tramite materiale video o immagini, soluzioni innovative sugli spazi già realizzate da altre scuole. Recepire stimoli provenienti da altre realtà, permette di allargare lo sguardo oltre le soluzioni preconfezionate o immediatamente disponibili. Il 2° passo consiste nell’individuazione dell’area. Sulla base dei bisogni emersi si deve individuare lo spazio oppure gli spazi che si intendono trasformare. Gli spazi possono essere destinati a attività di tempo libero oppure attività strettamente legate all’apprendimento. Ogni spazio dovrebbe essere abitabile e funzionale al tipo di attività che si desidera svolgere, sia formale che informale. Domandiamoci quindi: che cosa si intende realizzare? Un nuovo ambiente di apprendimento? Uno spazio informale? Un’area sociale per la comunità? Una scuola nuova nella sua totalità? Con la disposizione a isole e le tecnologie, per esempio, l’Istituto Superiore Sandro Pertini di Lucca è riuscito a introdurre nel curricolo nuove metodologie come la spiegazione e presentazione “uno-a-molti”, la discussione, il lavoro a coppie, il lavoro per gruppi e il tutoraggio tra pari, le attività individuali e quelle laboratoriali.

05:49 MARTINA_ GUIDA PER L’APPLICAZIONE DELL’IDEA E VARI ESEMPI Il 3° passo è quello dello studio di fattibilità. Per la realizzazione degli interventi è necessario fare, infatti, uno studio di fattibilità che permetta di analizzare gli aspetti economici, le norme di sicurezza, i vincoli normativi, i benefici e gli eventuali rischi. Passiamo poi al 4° passo, quello della progettazione. Una fase importante riguarda la costituzione del gruppo di progetto. Il gruppo avrà il compito non solo di garantire il raggiungimento dell’obiettivo e di prendere decisioni all’emergere di eventuali problematiche, ma anche quello di condividere le informazioni e il livello di coinvolgimento di tutti gli interlocutori coinvolti a vario titolo nel processo di cambiamento. Generalmente, le figure che devono partecipare al progetto sono diverse: dal docente allo studente, dai genitori al personale ATA, al personale tecnico esperto quali architetti, geometri, artigiani e ditte edili. Ecco perché è importante la presenza di una figura di coordinamento che sia in grado di avere una visione d’insieme, di gestire i momenti informativi in plenaria e quelli relativi a degli aspetti specifici inerenti agli spazi che si intendono trasformare.  Nella progettazione possono, ad esempio, entrare in gioco aspetti molto diversi, come: • l’ambiente acustico; • l’ambiente termico; • l’ambiente cromatico; • il sistema di illuminazione; • gli aspetti estetici; • la tipologia degli arredi; • e poi gli strumenti (tra cui anche i dispositivi tecnologici). La complessità di tutte queste componenti coinvolte sottolinea ancora di più l’importanza di progettare le caratteristiche dell’ambiente partendo dall’individuazione e dall’analisi delle attività che devono esservi svolte.

07:15 MARTINA_ L’ESEMPIO DELL’IC “Giannuario Solari” di Loreto (AN)  Portiamo ad esempio il caso dell’Istituto Comprensivo Giannuario Solari di Loreto, dove tra le componenti maggiormente coinvolte nella progettazione degli spazi troviamo proprio l’ambiente cromatico. Seguendo i diversi studi a riguardo l’Istituto ha scelto di utilizzare colori caldi e freddi a seconda del grado della scuola presa in analisi, per promuovere la concentrazione ed il benessere degli studenti. Tra l’altro, questa associazione di colori complementari è tra quelle dimostrate positive per un ambiente scolastico e il contrasto tra le tinte rende ciascun colore ancora più luminoso e vivace. Il gruppo di progetto ha, inoltre, ritenuto importante esporre i lavori degli alunni, sia per decorare le pareti non dipinte, ma anche per aumentare negli studenti l’autostima e il senso di appartenenza all’Istituto.

07:56 MICHELA_GUIDA PER L’APPLICAZIONE DELL’IDEA Il 5° ed ultimo passo è la Formazione. La progettazione di un nuovo spazio è finalizzata all’applicazione di pratiche pedagogiche innovative o, comunque, a un diverso modo di vivere e abitare la scuola, nei suoi servizi e nei suoi spazi. È quindi necessario anche un percorso di cambiamento dei soggetti destinati a vivere o utilizzare i nuovi spazi attraverso un nuovo patto tra scuola e utenti. Può trattarsi di un patto formativo, o più semplicemente di un patto per condividere un nuovo modo di abitare lo spazio. Questo comporta un coinvolgimento, una responsabilizzazione e un reciproco prendersi carico della cura dello spazio stesso e delle modalità di convivenza. Il successo nell’introduzione di un nuovo modo di apprendere e vivere la scuola dipende in gran parte dalla partecipazione, dalla motivazione e dalla coesione di tutti i soggetti coinvolti. Non sempre una tale coesione è scontata e le aspettative giocano un ruolo importante da questo punto di vista.

08:47 MARTINA_IL CASO DELL’IC “SAN GIORGIO” DI MANTOVA Approfondiamo ora il caso dell’Istituto Comprensivo “San Giorgio di Mantova” a Mantova. Da sempre l’Istituto Comprensivo si è caratterizzato per la forte spinta innovativa, sia sul piano didattico e formativo, sia sul piano organizzativo e gestionale delle risorse. L’esteso lavoro di ricerca e di sperimentazione svolto per lunghi anni dall’allora Dirigente Ugo Zavanella, ha portato a mettere a sistema soluzioni che potessero avere una ricaduta concreta nella didattica quotidiana. Per esempio, in seguito all’introduzione e all’utilizzo delle tecnologie nella didattica quotidiana, è nata l’esigenza di creare uno spazio alternativo all’aula tradizionale, che fosse maggiormente funzionale alle trasformazioni che stavano attuando. E non per ultimo, si è cercato di dare una risposta alle esigenze concrete manifestate dagli studenti stessi, che in alcuni momenti hanno espresso proprio il desiderio di avere un setting d’aula che consentisse loro di guardarsi in faccia e che fosse maggiormente accattivante. Approfondiamo insieme il cambiamento fatto a seguito di un incontro informale avvenuto con l’architetto Rossella Tonon, specializzata nella realizzazione di ambienti secondo i canoni del Feng Shui. Da qui, l’Istituto ha deciso di provare ad applicare la filosofia orientale ai propri ambienti di apprendimento, tenendo in considerazione il fatto che comunque l’ambiente stesso può generare relazioni positive tra corpo e mente. Un ambiente piatto rende piatte le emozioni e la creatività va stimolata da subito e per questo ogni ambiente deve stimolare tutti i sensi. Per creare continue connessioni cerebrali è importante che le scuole siano stimolanti non solo nella didattica, ma anche nei loro luoghi, negli spazi che vengono utilizzati dagli alunni di qualsiasi età. Un cambiamento di colore è il modo meno costoso e più veloce per migliorare l’ambiente di una scuola. Un’aula scolastica deve essere energeticamente priva di vita? Per rispondere riprendiamo le parole dell’architetto Tonon: “La mia risposta è no; un luogo dove i ragazzi crescono apprendendo deve essere energeticamente stimolante. L’uso del colore secondo la teoria dei cinque elementi (acqua, legno, fuoco, terra e metallo), il rispetto nell’uso del colore, delle direzioni magnetiche ed anche il posizionamento dello stesso secondo il modello dei quattro animali, hanno migliorato la qualità energetica dell’aula, dando ad essa un aspetto più caldo ed accogliente”. Il progetto è il frutto dello studio e della ricerca di importanti particolari, dalle luci all’acustica e riservando un posto di rilievo anche all’ergonomia dell’ambiente. L’Istituto ha infatti potuto contare sul contributo di un fisioterapista che ha studiato una soluzione di banchi e di sedie in grado di favorire la postura corretta degli studenti. Per verificare poi la fattibilità di questa Idea sono state coinvolte diverse componenti. In collaborazione con Tonon si è creata una vera e propria task force coordinata dal Dirigente Ugo Zavanella. Tra i genitori, membri del Consiglio d’Istituto, gli allievi della scuola, nessuno è rimasto fuori da questo progetto.

11:27 MICHELA_ PERCHE’ CAMBIARE E SPERIMENTARE LE AULE 3.0 Quindi, perché cambiare e sperimentare le Aule 3.0? Innanzitutto, per superare una didattica orientata esclusivamente allo sviluppo di conoscenze e un modello di lezione solo frontale, potenziando le metodologie laboratoriali e le attività di laboratorio. Ma anche per favorire e supportare attività didattiche centrate sullo studente. Oppure per sperimentare l’impatto di un setting e di arredi d’aula innovativi su piccola scala (ad esempio un singolo ambiente) prima di estendere l’innovazione su una scala più ampia. Poi per sviluppare pienamente le potenzialità delle tecnologie digitali creando un ambiente adeguato a supportare pratiche didattiche innovative. E ancora, per assecondare la creatività dei docenti e degli studenti grazie alla possibilità di creare situazioni didattiche diversificate. Per creare un primo esempio di ambiente di apprendimento moderno e flessibile senza dover progettare strutture nuove, ma recuperando e ridefinendo l’utilizzo di ambienti già esistenti. E infine, per favorire la valorizzazione della scuola intesa come comunità attiva e aperta al territorio. Questa metodologia è flessibile e adattabile a qualunque contesto, quindi invitiamo sempre più scuole a sbizzarrirsi. Ci vediamo alla prossima puntata!

12:33 MARTINA _SIGLA DI CHIUSURA Hai ascoltato “Idee per Insegnare”, una serie podcast ideata da Generas Foundation all’interno del progetto Edunauta. Le idee educative proposte fanno parte del movimento Avanguardie Educative dell’Istituto INDIRE, l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione, Ricerca Educativa del Ministero dell’Istruzione. Per saperne di più ascolta il trailer o vai sul sito innovazione.indire.it/avanguardieeducative. “Idee per Insegnare” è un podcast realizzato in collaborazione con Rossella Pivanti e con le voci di Michela Calvelli e Martina Plebani.


Privacy Policy | Cookie Policy



Edunauta è un programma operativo di

info@edunauta.it



CF: 97717730150
Via Durando 39
20158 Milano (Bovisatech)
www.generas.it