Edunauta- Sguardi agli Orizzonti Educativi
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Uso flessibile del tempo


Trascrizione


00:00 MICHELA_INTRODUZIONE

Come trovare a ritrovare il tempo? La variabile pedagogica del tempo è un elemento basilare per il ripensamento della didattica e dell’organizzazione delle istituzioni scolastiche. Chi dice che l’ora di 60 minuti sia la più funzionale per il tempo scolastico? In realtà i 60 minuti e la loro ‘rigidità’ sono uno schema concettuale e organizzativo da superare. La prospettiva è quella di una didattica con tempi più distesi per consentire attività laboratoriali, collaborative e cooperative. Scopriremo insieme due modi per un uso flessibile del tempo grazie agli esempi dell’Istituto Comprensivo “Tina Modotti” della provincia di Udine. 


00:35 MARTINA_SIGLA

Ciao! Siamo Michela e Martina di Edunauta, l'esploratore di universi educativi.  All’interno di questo podcast ti guidiamo alla scoperta di nuove “Idee per Insegnare”, rinnovare e rigenerare la scuola dal basso. Queste Idee arrivano dal movimento Avanguardie Educative nato presso l’Istituto INDIRE. “Idee per Insegnare” è una serie podcast ideata da Generas Foundation all’interno del progetto Edunauta.

01:00 MARTINA_APERTURA

Nella scuola italiana le varie attività sono scandite e organizzate attorno a una pluralità di tempi: l’anno scolastico e il tempo del curricolo, che cadenza poi il tempo dell’insegnare e dell’apprendere. Si tratta molto spesso di una visione rigida, caratterizzata dal susseguirsi del suono della campanella ogni 60 minuti. Le pratiche attuate in pandemia con la DAD e la didattica digitale integrata, insieme anche all’esperienza sviluppata dalle scuole “Luca Pacioli” di Crema ed “Ettore Majorana” di Brindisi – che sono capofila dell’Idea che stiamo raccontando - hanno fatto emergere la necessità di ripensare al tempo scuola. 

 

I motivi per cui ripensare l’organizzazione in ore da 60 minuti sono da ritrovare in: 

  • un’eccessiva rigidità; 
  • e in una sovrabbondante quantità di materie di studio che vengono proposte in contemporanea.

 

L’attenzione sul tema ha permesso di individuare e descrivere modalità diverse di organizzazione dell’orario scolastico all’interno delle scuole primarie e secondarie. Oltre alla compattazione oraria sono state individuate, per esempio, esperienze che prevedono la riduzione dell’ora di lezione per la realizzazione di: 

  • una “banca di tempo”, i cui ‘risparmi’ possano esser destinati ad attività di recupero, di potenziamento, di approfondimento;
  • oppure, di accorpamento di più moduli orari per favorire l’introduzione di attività laboratoriali in un’ottica di interdisciplinarità.

Il tempo è, quindi, inteso come un ‘contenitore’, un abilitatore per accogliere una serie di approcci e di strategie che adottano dei principi della didattica attiva e laboratoriale. Una didattica dove gli studenti si sentono i reali protagonisti del percorso di apprendimento.


02:23 MICHELA_IDEA ALLA BASE

L’Idea alla base della pratica didattica è che le dimensioni del tempo e dello spazio acquistano un valore pedagogico centrale, per dare vita a un contesto centrato su due aspetti fondamentali: 

1.    sullo studente e sui propri ritmi di apprendimento, 

2.    e sul docente e sui propri stili di insegnamento.

 

Quando si va a modificare il cuore del modello formativo e, quindi, si prendono le distanze dalla tradizionale “erogazione di contenuti” in favore della “promozione di competenze”, l’ora di 60 minuti diventa ‘stretta’. Proprio in una società in accelerazione, che ci richiede sempre maggiore produttività, che ci sottopone a una quantità enorme di stimoli, che ci propone sollecitazioni parallele, è necessario tutelare alcuni tempi. Il tempo degli affetti, per esempio, quello dell’ascolto o quello degli apprendimenti.

 

Esiste un filone di studi, rappresentato da Joan Domenèch Francesch, che prende le distanze da un calcolo minuzioso dei ritmi di lavoro che assegna tempi uguali per tutti: discipline, obiettivi, valutazioni. In linea con Francesch è Gianfranco Zavalloni che, in “La pedagogia della lumaca” del 2008, individua alcune “strategie educative di rallentamento”, che funzionano quando occorre ‘mettere in pausa’ e sottolinea l’inutilità della rigida suddivisione delle discipline e dei ritmi di apprendimento uguali per tutti. Il passaggio a un’idea di uso flessibile del tempo ne rappresenta un’evoluzione e prevede un insieme di esperienze che sollecita una più ampia riflessione sulle strategie didattiche, sull’integrazione tra discipline, sulla revisione del curricolo, sulla riconfigurazione degli spazi e degli ambienti di apprendimento.

 

 

 

03:52 MARTINA_GLI USI E I BENEFICI DELLA METODOLOGIA

Proviamo a vedere ora meglio gli usi e i benefici della metodologia. L’uso flessibile del tempo può essere utilizzato in tutti i contesti didattici. Le motivazioni che portano ad una rimodulazione del tempo-scuola possono variare in relazione alle esigenze organizzative e didattiche che si manifestano all’interno delle diverse realtà. Partendo dalle esperienze delle scuole all’interno del movimento di Avanguardie Educative, l’uso flessibile del tempo è stato introdotto come risposta per:

  • ridurre il numero di discipline che si svolgono nel 1° e nel 2° quadrimestre,
  • e supportare, così, gli studenti nel loro percorso di apprendimento evitando la frammentazione dei saperi e il sovraccarico cognitivo,
  • oppure, disporre di tempi più distesi per le attività incrementando così la didattica laboratoriale e per introdurre anche metodologie di apprendimento che consentono ai giovani di avere un ruolo attivo;
  • può aiutare poi a rispettare i ritmi di apprendimento di tutti gli studenti, dedicando maggiore attenzione alle attività di recupero e di potenziamento e favorendo così l’interdisciplinarità;
  • aiuta a dilatare anche i tempi di apertura delle istituzioni scolastiche integrando le attività della mattina con un’offerta curricolare che si svolga nel pomeriggio, a supporto di un’idea di scuola che diventi punto di riferimento per il contesto territoriale,
  • infine, dal punto di vista relazionale, è da sottolineare anche il miglioramento delle relazioni interpersonali tra docenti e studenti. Infatti, più tempo a disposizione consente anche ai docenti di conoscere più in profondità la propria classe.


05:11 MICHELA_TIPOLOGIE DI APPLICAZIONE DELLA METODOLOGIA

Vediamo alcune tipologie di applicazione di “Uso flessibile del tempo”, che non si identifica con una metodologia didattica, ma è una sorta di abilitatore per accogliere approcci e strategie di una didattica attiva e laboratoriale. Consente agli studenti e alle studentesse di sentirsi reali protagonisti del percorso di apprendimento. Da quest’osservazione è stato possibile individuare quattro tipologie di uso flessibile del tempo:

 

1.    La prima è la Compattazione delle discipline, in cui una disciplina si svolge esclusivamente nel 1° quadrimestre, mentre l’altra, con cui viene compattato l’orario, si svolge esclusivamente nel 2° quadrimestre. Questa soluzione è presente soprattutto nel biennio delle superiori. In genere non vengono coinvolte Educazione fisica e le lingue straniere, per le quali c’è bisogno di continuità.

2.    La seconda tipologia è la Compattazione tra discipline; prevede l’accordo tra due docenti che insegnano discipline diverse che uniscono le ore e decidono insieme gli obiettivi didattici e come raggiungerli. Qui, le due discipline ‘compattate’ lavorano entrambe su un programma condiviso. E questo tipo di sperimentazione è stato realizzato negli istituti comprensivi, sia a livello di scuola primaria che di scuola secondaria inferiore.

3.    La terza è la Compattazione delle discipline e riduzione dell’ora di lezione. Si attua una compattazione delle discipline e contemporaneamente si riduce l’ora di lezione da un minimo di 5 minuti a un massimo di 15. Con questa riduzione si formano pacchetti orari che permettono di aumentare le ore di compresenza tra docenti e attività di didattica laboratoriale. E’ un cambiamento importante ed è quindi necessario che i docenti siano coinvolti nella scelta, e gli studenti e le famiglie correttamente informati rispetto alle motivazioni iniziali e ai benefici.

4.    La quarta ed ultima tipologia è la Flessibilità delle attività curriculari. Questa flessibilità può nascere dalla riduzione dell’ora di lezione da 5 minuti ad un massimo di 15, dove ci sono ad esempio delle scuole in cui gli spazi orari che avanzano sono utilizzati per offrire percorsi didattici individualizzati, con l’obiettivo di favorire l’eccellenza degli studenti e di prevenire l’insuccesso scolastico. Oppure, ci sono esempi di scuole dove la campanella non è più utilizzata per scandire il tempo, ma sono i progetti che lo scandiscono, per cui i momenti di pausa sono determinati dal lavoro che i ragazzi stanno svolgendo. 


07:22 MARTINA_IL CASO DELL’ISTITUO COMPRENSIVO TINA MODOTTI IN PROVINCIA DI UDINE
Parliamo ora del caso dell’Istituto comprensivo “Tina Modotti” della provincia di Udine. Dall’anno scolastico 2011-2012, l’Istituto Comprensivo ha avviato un profondo rinnovamento denominato “La via dell’innovazione” sulla base del quale è stato poi strutturato il Piano di Offerta Formativa (POF) con le relative pianificazioni organizzative e curricolari. La volontà di cambiamento si è così via via rafforzata allo scopo di ottenere:

  • la creazione di una comunità tecnico-scientifica di docenti professionisti;
  • la semplificazione dell’organizzazione didattica di un’istituzione scolastica complessa come quella di un Istituto Comprensivo;
  • il superamento del modello didattico tradizionale, che è sempre uguale da anni, specialmente alla secondaria di primo grado;
  • un’esperienza di lavoro di squadra;
  • e la flessibilità nell’organizzazione delle attività, degli orari e delle discipline.

 

Per arrivare a tali obiettivi sono state di conseguenza poi fatte delle scelte e attivate delle azioni:

-       come la progettazione di Unità di Apprendimento trasversali che prevedono la didattica laboratoriale nelle singole classi e la didattica attiva;

-       oppure la costruzione di ambienti di apprendimento motivanti, attraverso dei percorsi formativi individualizzati con il coinvolgimento attivo degli studenti;

-       e ancora, la strutturazione dell’orario scolastico in modo da permettere la flessibilità del tempo per lavorare a delle classi aperte;

-       ed infine, il superamento della distinzione tra lezione teorica ed attività laboratoriali;

-       e lo sviluppo di metodologie didattiche attive con tempi più distesi.

 

Nel caso dell’Istituto Comprensivo “Tina Modotti” si realizzano, inoltre, dei percorsi educativi unitari in cui vengono curati i vari passaggi tra i diversi ordini di scuola. I passaggi dall’infanzia alla primaria, e poi dalle primarie alle secondarie sono, infatti, effettuati con una continuità per valorizzare le competenze già acquisite dall’alunno e riconoscere le specificità e le potenzialità di ognuno. 


09:05 MICHELA_COME SI E’ SVOLTO IL PERCORSO
Ed ecco come si è svolto il percorso. L’Idea della flessibilità dell’orario è stata affrontata per la prima volta in modo strutturato e completo per tutti gli ordini di scuola dell’Istituto e per tutti i plessi, in una settimana di sperimentazione nell’anno scolastico 2012-2013 (denominata “La settimana dell’innovazione”). Il filo conduttore è stato l’organizzazione di conoscenze chiave senza il vincolo delle discipline e dei classici ‘programmi’. Questo è stato possibile praticando l’autonomia decisionale e pianificando le attività per gruppi diversi dalla classe tradizionale, con un lavoro di compresenza dei docenti su percorsi didattici personalizzati, mediante l’utilizzo della didattica laboratoriale. Forti di questo lavoro, nella scuola secondaria si è passati: 

  • da una compattazione oraria per approfondimento delle discipline letterarie (nel 2015),
  • a una compattazione oraria che coinvolge ben quattro discipline: Geografia, Religione, Educazione fisica e approfondimento in discipline letterarie (realizzata nel 2017).

 

Rispetto a Metodi di insegnamento, strumenti e procedure vediamo come la stesura dell’orario delle lezioni risulti un’operazione delicata e complessa, che coinvolge tutti i

docenti interessati alla compattazione. Infatti, l’impostazione ha dei vincoli come: 

  • il rispetto del monte ore curricolare;
  • la considerazione dell’orario di servizio dei docenti, in comproprietà con altre scuole;
  • oppure la programmazione in orario pomeridiano, che la secondaria non dispone se non ‘per volontariato’.

 

Questa impostazione, dunque, non è priva di difficoltà, che sono anche comprensibili e immaginabili. Le criticità sono legate principalmente a:

  • la moltiplicazione del lavoro in alcuni momenti per la progettazione di percorsi didattici non tradizionali;
  • a tempi non adeguati per la programmazione;
  • e alle difficoltà nella misurazione.

 

Però, una volta superate le difficoltà, i vantaggi che se ne traggono sono davvero molti: 

  • per gli studenti, per cui viene spostato il focus dell’apprendimento dai contenuti, alla costruzione dei saperi e all’elaborazione di strumenti di ricerca utili per l’apprendimento continuo dove è più semplice il raggiungimento dei traguardi di competenza previsti;
  • e sempre per gli studenti, si registrano ricadute apprezzabili nella dinamicità del tempo-scuola non ripetitivo, ma stimolante per apprendimenti che avvengono in modo divertente e creativo;
  • per i docenti, invece, risultano particolarmente significativi la possibilità di scambio e l’interazione, prerequisiti necessari per il lavoro di squadra, la creatività e la compresenza con i colleghi, che diventa di fatto un’”autoformazione”;
  • e sempre per i docenti è favorita la possibilità di aumentare la motivazione per gli studenti in difficoltà, che mettono in campo proprie competenze, valutabili.

 

Dall’esperienza della scuola emerge, inoltre, quanto sia prezioso un calendario preciso da fornire alla famiglia, che riporta mese per mese, giornata per giornata, orari, attività, docenti coinvolti e discipline compattate. Organizzazione e motivazione vanno condivise con i genitori degli studenti, negli spazi previsti.

 

11:56 MARTINA_CONDIZIONI ESSENZIALI PER L’IMPLEMENTAZIONE

Ma quali sono le condizioni essenziali per l’implementazione di questa Idea? L’uso flessibile del tempo non richiede di per sé grandi risorse per essere efficace. La presenza di aule moderne, che sono dotate di nuove tecnologie e di arredi modulari, rappresenta comunque un elemento facilitante. La piena condivisione all’interno del Collegio dei Docenti e dei singoli consigli di classe è un altro fattore, comunque, di successo. Ed è necessaria anche flessibilità oraria da parte dei docenti stessi, che possono essere chiamati a svolgere più ore in un quadrimestre, e meno nell’altro.

La progettazione condivisa poi, non solo dei docenti delle discipline compattate, ma all’interno dell’intero Consiglio di Classe, è fondamentale per la realizzazione dell’Idea. È importantissimo, infine, essere molto precisi e dettagliati nel momento in cui viene presentata l’Idea ai genitori dei giovani, mettendo in evidenza i suoi moltissimi punti di forza senza tuttavia sottostimare i molto pochi punti di debolezza, così poi da arrivare a un’adesione ragionata e convinta delle famiglie. L’Idea dell’uso flessibile del tempo può essere in parte integrata con le offerte degli enti locali e dei servizi sociali per attività pomeridiane finalizzate al recupero e al potenziamento degli apprendimenti.

 

13:00 MARTINA_I MOTIVI PER CUI ADOTTARE QUESTA METODOLOGIA

Quali sono, quindi, i motivi per cui adottare questa metodologia?

  • Sicuramente per evitare la dispersione cognitiva dei ragazzi, sollecitati da un numero importante di discipline proposte in contemporanea.
  • Per superare la frammentazione artificiosa dei saperi e ottimizzare la gestione del tempo scolastico.
  • E per sviluppare moduli interdisciplinari, propedeutici e complementari ad altre discipline, nell’ottica di curvare il curricolo intorno ai reali bisogni degli studenti.

 

Siamo certe che questo esempio sia stato di grande ispirazione per iniziare a portare cambiamento anche all’interno del tuo Istituto e noi ti diamo appuntamento al prossimo episodio!

 

13:33 MICHELA_SIGLA DI CHIUSURA

Hai ascoltato “Idee per Insegnare”, una serie podcast ideata da Generas Foundation all’interno del progetto Edunauta. Le Idee educative proposte fanno parte del movimento Avanguardie Educative dell’Istituto INDIRE, l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione, Ricerca Educativa del Ministero dell’Istruzione. Per saperne di più ascolta il trailer o vai sul sito innovazione.indire.it/avanguardieeducative

 

“Idee per Insegnare” è un podcast realizzato in collaborazione con Rossella Pivanti e con le voci di Michela Calvelli e Martina Plebani.




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