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Il metodo MOF prende forma in una serie di scelte concrete che riorganizzano la giornata scolastica e il modo di fare lezione. Tra i suoi pilastri operativi ci sono l'uso flessibile del tempo e la compattazione oraria: il calendario delle lezioni viene ridisegnato per favorire la concentrazione, ridurre la dispersione e liberare spazio per attività di approfondimento, recupero e potenziamento. La lezione frontale lascia progressivamente posto a metodologie attive: lavoro per progetti, didattica laboratoriale, cooperazione tra studenti, valorizzazione dei talenti individuali.
Il modello accompagna ragazzi e ragazze dalla scuola dell'infanzia fino alla secondaria di secondo grado, con linee guida specifiche per ogni ordine di scuola e per le principali aree disciplinari, lettura e scrittura, matematica, lingue straniere, arte e grafica. A queste si affiancano attività trasversali come il Campus formativo, il Giardino sensibile e il Musical per la valorizzazione dei talenti, pensate per coltivare le inclinazioni di ciascuno e dare spazio alla dimensione relazionale, espressiva e creativa dell'apprendimento.
Le scuole della rete condividono linee guida comuni e percorsi di formazione continua, che garantiscono coerenza al modello lasciando a ogni istituto la libertà di adattarlo al proprio contesto.
La rete MOF nasce da una constatazione semplice: la società cambia in fretta, e con lei cambiano i ragazzi, i loro bisogni e il modo in cui imparano. La scuola tradizionale, basata sulla lezione frontale e sulla trasmissione di nozioni da memorizzare, fatica sempre più a stare al passo con questa realtà. La rete propone allora un cambio di prospettiva: meno lezioni dalla cattedra, più spazio a modalità che mettano lo studente al centro e gli permettano di sviluppare capacità utili nella vita, prima fra tutte quella di "imparare a imparare". L'obiettivo è formare persone curiose e autonome, capaci di continuare ad apprendere e a rinnovare le proprie conoscenze lungo tutta la vita.
Per costruire questa visione, la rete MOF si ispira ai tratti che hanno reso il sistema scolastico finlandese uno dei più apprezzati al mondo, riadattandoli però alla scuola italiana, alle sue regole e al nostro contesto sociale e culturale.
La rete MOF Modello Organizzativo Finlandese, nasce dall'esperienza di Antonella Accili, dirigente scolastica e docente, che tra il 2003 e il 2013, insegnando al Liceo Raffaello di Urbino e alla Scuola Secondaria di Cagli, avvia un percorso di studio sul sistema scolastico finlandese alla ricerca di risposte alle nuove fragilità degli studenti e alle difficoltà della scuola italiana.
Nel 2013, divenuta dirigente a Piandimeleto, applica su larga scala i principi che diventeranno i pilastri del MOF: un modello che rielabora i punti di forza della scuola finlandese armonizzandoli con la normativa e il contesto italiani.
Dal passaparola tra docenti e dalla collaborazione con le prime scuole aderenti (Sant'Angelo in Vado, Apecchio, Pieve Torina e una di Macerata) nasce la rete MOF.
Dal 2020 l'I.O. Della Rovere di Urbania ne è scuola capofila e la sperimentazione si espande fino a essere presentata ai ministri Azzolina e Valditara. Sostenuta da partner come Sanoma, Fondazione Compagnia di San Paolo e Centro Studi Italiani, la rete conta oggi oltre 100 scuole aderenti.