Via della Neccia Est 54 Velletri 49 Lazio (RM)
Destinatari: Scuola dell'infanzia, Scuola Primaria
Telefono: 349 2659222
Sito web: https://educazioneinnatura.org/chi-siamo/la-strada-nel-bosco-velletri
E-mail: ilsentieronelbosco@gmail.com
L’orientamento è quello dell’Outdoor Education e dell’educazione esperienziale, ispirato ai valori della pedagogia del bosco e della sostenibilità. Si incentiva l’apprendimento attraverso il contatto diretto con l’ambiente, la partecipazione attiva e la relazione significativa con adulti e pari. L’obiettivo è formare persone consapevoli, empatiche e rispettose del contesto naturale e sociale in cui vivono.
Il metodo educativo si fonda sul learning by doing (imparare facendo), sull’educazione emozionale, sulla danzaterapia, sulla condivisione collettiva (come il cerchio del mattino), e su esperienze dirette come le uscite e le attività nell’aula bosco. Le attività didattiche si svolgono sia in ambienti interni che esterni, favorendo la scoperta, la creatività e il rispetto dei tempi individuali. La partecipazione attiva dei bambini, la collaborazione tra pari e la co-costruzione di significati sono al centro del processo educativo. Per quanto riguarda la scuola primaria, i docenti applicano il metodo analogico del professor Bortolato che utilizza la metafora, l'analogia e l'associazione di immagini per facilitare l'apprendimento delle materie quali italiano, storia, geografia e matematica.
L’approccio è olistico e integrato, centrato sul benessere globale del bambino e sulla connessione con la natura. L’associazione promuove un’educazione che coinvolge mente, corpo, emozioni e relazioni, valorizzando il legame tra le persone e l’ambiente, tra scuola e famiglia.
La presenza di discipline come la psicologia dell’età evolutiva, i Fiori di Bach e le pratiche olistiche rafforza una visione dell’educazione come percorso di crescita armonico e naturale.
Comitato Promotore per l’Educazione in Natura
https://educazioneinnatura.org
direttivo@educazioneinnatura.org
+ DESCRIZIONE DELL'IDEA
Educare all’aria aperta, la cosiddetta outdoor education, è ritenuto particolarmente funzionale in un periodo in cui, a livello scientifico, si comincia a parlare di patologie legate al “deficit di natura"; in un contesto in cui alcune attitudini innate del bambino quali la fantasia, l’immaginazione e la creatività sono mortificate; in cui la curiosità viene imprigionata da rigidi schemi costruiti dall’adulto ed in cui tutto sembra ruotare intorno all’aspetto cognitivo rilegando in un cantuccio l’importanza della relazione e delle emozioni.
Una caratteristica che contraddistingue molte scuole nel bosco è la loro forma, cioè spesso non sono scuole pubbliche, ma scuole di tipo parentale. Per spiegare cos’è una scuola parentale, in sintesi, ci facciamo aiutare da Cecilia Fazoli, pedagogista cha accompagna la nascita di queste realtà e che scrive nel suo sito: “la scuola parentale è l’opportunità di istruire i propri figli a casa, ma a differenza dell’homeschooling, si organizza attorno a un nucleo di almeno 4/5 famiglie che possono svolgere il ruolo educativo che, nella maggior parte dei casi, viene affidato ad educatori scelti dai genitori. La nostra costituzione italiana permette questo tipo di scelta.”
+ DESCRIZIONE DEL METODO
Premesso che ogni asilo o scuola nel bosco può adottare in autonomia metodi o approcci a cui si sente affine - come ad esempio la pedagogia libertaria, piuttosto che quella montessoriana o steineriana - gli assi portanti di questo approccio sono:
- l’autonomia del bambino, intesa non tanto come abilità a esercitare senza aiuto esterno una qualsiasi attività, quanto come gusto e piacere nell’esplorazione e nella scoperta autonoma;
- il movimento, l’esplorazione e la curiosità: il primo in quanto bisogno fondamentale per la crescita di ogni bambino, la seconda come scoperta del mondo che presuppone la vita all’aria aperta, la terza in quanto motore della scoperta nonché attitudine individuale di ciascun bambino, mortificata dal sapere che ciascuna giornata scolastica è spesso identica alle altre;
- l’educazione ambientale basata sul rispetto che il bambino avrà della natura, in quanto spazio ludico;
- l’esperienza diretta come principio cardine della didattica, come dice un proverbio giapponese molto caro a B.Munari e G.Zavalloni ” Chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara “;
- il gioco come veicolo didattico e strumento importate sia nel momento dell’osservazione che in quello della progettazione didattica.
+ STORIA DELLA RETE
Modello storico di riferimento per questi progetti è una realtà nata ormai negli anni'50 in Danimarca a Søllerød dalla rivoluzionaria idea di Ella Flatau.
La letteratura scientifica di maggiore rilevanza è costituita da una ricerca svolta nel 2002 dal prof. Peter Hafner dell’università di Heidelberg e da uno studio dell’università di Bologna di Lena Gruener e dalla professoressa Michela Schenetti. Il modello educativo è stato adottato successivamente da molti altri paesi d’Europa, come la Svizzera, l’Austria, il Regno Unito, dove ormai sono più di mille. In Italia nasce il progetto pilota nel 2014, da Paolo Mai, Giordana Ronci, Danilo Casertano e Sabina Bello, nella campagna di Ostia Antica, alle porte di Roma.
+ COME ENTRARE IN RETE
In Italia esiste il Comitato Promotore per l’Educazione in Natura, che si propone di "fare rete" a livello nazionale. Per aderire è necessario scrivere a: direttivo@educazioneinnatura.org Nell’oggetto della mail scrivere “candidatura volontaria/o”, e nel testo spiegare cosa si vorrebbe fare e quanto tempo dedicare. Allegare anche un curriculum.
Fonte dato: competenze personali
Fonte dato: competenze imprenditoriali
Fonte dato: competenze di cittadinanza
Fonte dato: competenze espressione culturale