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APS SPAZIO GINKGO
Via Maestri Campionesi 26 Milano 20135 Lombardia (MI)
Destinatari: Scuole Primarie, Scuole Secondarie, Genitori
Telefono: 347 8651434
Sito web: https://spazioginkgo.it
E-mail: spazioginkgo@gmail.com
+ Servizi Offerti
Al centro di tutte le attività di Spazio Ginkgo ci sono le famiglie, le relazioni tra le persone che le compongono, un preciso ascolto dei loro bisogni e una direzione decisa: diffondere la comunicazione non violenta, l’ascolto attento e rispettoso, valorizzando la specificità di ciascuno.
Le attività principali sono:
- Sostegno allo studio con servizio di doposcuola, rivolto a tutti i minori
- Campus per le famiglie durante le pause scolastiche e i laboratori di falegnameria e teatro
- Cicli stagionali di laboratori scientifici condotti da esperti di didattica sperimentale e teatralizzata, che offre alle famiglie momenti ludici e insieme di consolidamento delle competenze apprese a scuola
- Scuola di scacchi, che sono uno strumento educativo potente soprattutto per quei minori con difficoltà a stare nelle regole, nel rispetto dell’altro, nella competizione sana e volta al miglioramento del sé
- Cicli di seminari dedicati ai temi della genitorialità, che vengono condotti in presenza e online, con particolare attenzione per quelle famiglie che definiamo allargate o ricostituite
- Consulenza di mediazione familiare, supporto psicologico
- Attivazione di domiciliari per bisogni educativi, psicologici specifici
+ Modalità di intervento educativo
In Spazio Ginkgo è attuato il “problematicismo pedagogico”, un approccio dialettico che assicura la natura dinamica e trasformativa dell’esperienza educativa, consentendo di riconoscere la complessità delle varie dimensioni esperienziali rimanendo sempre legata alla realtà ed alla prassi.
Il pensiero fondante degli interventi è il soggetto come variabile imprescindibile nel processo di cambiamento, per cui il contributo soggettivo alla costruzione della propria esistenza diventa asse portante nella relazione educativa.
Gli spazi utilizzati tendono verso il paradigma dell’educazione al bello, che ha una ricaduta fondamentale di gratificazione e di appagamento. Attraverso l’esperienza estetica nelle sue varie forme, il ragazzo, soprattutto se con disagi socio culturali importanti ed esperienza di privazione, acquisisce la capacità di vedere il mondo sotto altre forme e si origina in lui la costruzione di progetti di trasformazione del mondo e di sé.