Via Casale San Michele 6a Roma 00135 Lazio (RM)
Destinatari: Genitori, Professionisti del settore in genere (Insegnanti, educatori, ecc.)
Telefono: 329.9520172
Sito web: https://www.direfarecambiare.org
E-mail: direfarecambiare2030@gmail.com
Dire Fare Cambiare APS promuove all'interno della Casa di Reclusione di Rebibbia un laboratorio artistico che unisce canto, scrittura e podcast narrativo-musicale. La nuova edizione del progetto affianca al percorso di canto e songwriting la produzione di 4 puntate audio ispirate ai brani scritti e/o interpretati dai partecipanti detenuti. Ogni puntata racconta il contesto, le emozioni e le riflessioni che hanno dato vita alla canzone, attraverso testimonianze dirette, suoni originali e contributi esterni. Il percorso valorizza la musica e la narrazione come strumenti di consapevolezza, espressione e rielaborazione, trasformando l’esperienza della detenzione in un’occasione di dialogo con l’esterno. Il progetto mira a rafforzare le competenze comunicative, emotive e creative dei partecipanti, favorendo un cambiamento personale e collettivo. Già sostenuto da enti istituzionali, Say Do Change si propone oggi di evolvere con il supporto della Generas Foundation, per consolidare la produzione audio, ampliare la diffusione dei contenuti e strutturare un modello replicabile in altri istituti.
Say Do Change è un progetto educativo attivo nella Casa di Reclusione di Rebibbia che utilizza strumenti artistici – scrittura, musica, narrazione – per favorire consapevolezza, espressione e trasformazione. La nuova edizione prevede un formato rinnovato che unisce il lavoro sulle canzoni originali già realizzate nelle edizioni precedenti con la creazione di un podcast narrativo-musicale in più episodi. L’intervento si articola in due fasi: 1. Laboratorio di rielaborazione creativa delle canzoni esistenti Nel primo modulo si propone un percorso collettivo di ascolto, rilettura e approfondimento dei brani scritti dai detenuti nelle edizioni precedenti del progetto (es. “Ferro Freddo”). Le canzoni diventano punto di partenza per esplorare i temi emersi – reclusione, libertà, identità, relazione – e per attivare un dialogo tra i partecipanti. L’obiettivo è quello di lavorare sul significato profondo dei testi, ricostruire la memoria creativa legata alla loro nascita, condividerne l’impatto e costruire nuovi spunti di riflessione e scrittura. Questa fase valorizza il patrimonio già prodotto, stimolando al contempo nuove narrazioni individuali e collettive. 2. Laboratorio di podcast narrativo-musicale A partire dai brani riletti e discussi, si attiva un secondo modulo finalizzato alla produzione di 3 o 4 puntate audio. Ogni puntata approfondisce un brano, restituendo il contesto umano e artistico in cui è nato: la voce di chi lo ha scritto, le emozioni che ha evocato, i temi trattati. I podcast alterneranno testimonianze dei detenuti, momenti sonori, estratti musicali e interventi di ospiti esterni (artisti, educatori, esperti). L’obiettivo è offrire ai partecipanti uno spazio protetto e potente per raccontarsi, e al pubblico esterno una narrazione autentica e non stereotipata del mondo carcerario. L’intervento utilizza metodologie partecipative, educazione non formale e tecniche narrative, con una forte attenzione all’ascolto attivo, al lavoro di gruppo e alla valorizzazione delle differenze. Il progetto avviene in collaborazione con l’area educativa del carcere e nel rispetto delle condizioni di sicurezza e privacy. I risultati saranno diffusi attraverso canali audio-digitali e momenti pubblici (eventi, piattaforme, rete Edunauta), con l’ambizione di creare un modello replicabile in altri istituti o contesti fragili.
Fonte dato: competenze imprenditoriali
Fonte dato: competenze di cittadinanza
Fonte dato: competenze espressione culturale
Il progetto Say Do Change si fonda su un orientamento educativo basato sulla pedagogia narrativa, sull’educazione non formale e sull’approccio trasformativo. Il carcere viene inteso non solo come luogo di pena, ma anche come possibile spazio educativo, dove la cultura può attivare processi di consapevolezza, responsabilità e rielaborazione del vissuto. Attraverso la musica, la scrittura e la narrazione sonora, i partecipanti sono messi nella condizione di raccontarsi, di ascoltare e di essere ascoltati, in un ambiente che valorizza le soggettività, incoraggia la riflessione e promuove l’autonomia. L’uso del podcast e del linguaggio musicale risponde anche alla necessità di attivare canali comunicativi orizzontali e accessibili, che favoriscano la partecipazione e il dialogo. L’intervento è costruito per facilitare l’emergere di competenze trasversali: espressione di sé, empatia, lavoro di gruppo, pensiero critico. Le attività sono co-progettate con l’équipe educativa e pensate per creare uno spazio non giudicante, dove sia possibile riscrivere il proprio ruolo, anche in un contesto difficile come quello detentivo.
Fonte dato: Riferimento pedagogico
Roma, Lazio.
Fonte dato: Territorio d'intervento