Via dei Fratelli Benassi 55 Vergato 40038 Emilia Romagna (BO)
Destinatari: Giovani 18-25 anni
Telefono: 3452240863
Sito web: https://www.namoaps.com/
E-mail: aps.namo@gmail.com
NAMO APS offre servizi educativi e di inclusione sociale rivolti a minori e giovani adulti in condizioni di vulnerabilità psicologica, psichiatrica e sociale. L’associazione propone percorsi personalizzati che integrano la figura del compagno adulto, un riferimento stabile che accompagna il beneficiario nella costruzione di relazioni fiduciarie e nella progressiva riconquista di autonomia sociale. L’approccio combina attività tradizionali di sostegno educativo con strumenti innovativi come la realtà virtuale (VR), utilizzata in modo sicuro e mirato per rispondere a esigenze specifiche: rilassamento, simulazioni sociali graduali, narrazione e giochi cooperativi. I servizi comprendono: accompagnamento individuale continuativo, con incontri settimanali; laboratori esperienziali e uscite urbane guidate, per affrontare gradualmente situazioni di ritiro sociale; sessioni di VR integrate nei progetti educativi individualizzati (PEI), monitorate da schede di osservazione; formazione e supervisione degli operatori sull’uso clinico-educativo della VR e sulla pedagogia immersiva; produzione di protocolli e materiali replicabili (schede, guida operativa, report valutativi) per diffondere il modello. Attraverso questi servizi, NAMO APS garantisce un supporto continuativo che rafforza l’efficacia educativa, riduce ansia ed evitamento, favorisce la partecipazione e consolida competenze trasferibili ad altri contesti di vita e di comunità.
Il modello educativo proposto da NAMO APS si fonda sulla relazione fiduciaria e continuativa tra il minore e un compagno adulto, inteso come figura di riferimento stabile che affianca l’adolescente nel percorso di crescita, accompagnandolo nell’affrontare gradualmente paure, difficoltà relazionali e situazioni di isolamento. L’intervento si struttura in modo personalizzato, a partire da una valutazione iniziale condivisa con i servizi sociosanitari (TSMREE e assistenti sociali), che definisce bisogni, obiettivi educativi e strumenti più adatti. Per ciascun beneficiario viene redatto un PEI (Progetto Educativo Individualizzato) che guida il lavoro del compagno adulto. Gli incontri si articolano in: accompagnamento individuale: momenti di ascolto, sostegno motivazionale e attività educative centrate sulle risorse personali del minore; laboratori esperienziali: micro-esposizioni sociali, uscite urbane, attività cooperative e storytelling emotivo per favorire la progressiva riapertura al mondo esterno; uso guidato della realtà virtuale (VR): proposto come strumento complementare e innovativo. Le esperienze immersive vengono selezionate in base a specifici obiettivi (rilassamento, simulazioni di interazioni sociali controllate, giochi collaborativi per rafforzare l’autoefficacia). La VR viene sempre mediata dal compagno adulto, che ne modera tempi e modalità, assicurandone un utilizzo sicuro e finalizzato agli obiettivi educativi. Parallelamente, NAMO APS cura la formazione avanzata degli operatori sulla pedagogia immersiva e sull’integrazione educativa della VR, affinché l’approccio risulti coerente, replicabile e monitorabile. Il team partecipa a momenti di supervisione periodica e utilizza strumenti di osservazione standardizzati per valutare i progressi, registrando dati su ansia, partecipazione, relazioni e grado di autonomia. Il percorso è scandito da fasi progressive: aggancio e costruzione del rapporto (fiducia, definizione degli obiettivi, individuazione delle risorse); accompagnamento graduale (attività relazionali, uscite guidate, prime esperienze VR di rilassamento e autoregolazione); apertura e sperimentazione (laboratori sociali, simulazioni immersive, attività cooperative con coetanei o piccoli gruppi); valutazione e consolidamento (monitoraggio dei risultati, produzione di report individuali, restituzione al minore e ai servizi). L’approccio educativo integra quindi dimensione relazionale, esperienziale e tecnologica, con l’obiettivo di contrastare il ritiro sociale, ridurre ansia ed evitamento, sostenere la resilienza e favorire l’autonomia sociale. Il modello, pur sperimentale, si propone come prassi innovativa replicabile in altri contesti e realtà educative.
L’orientamento pedagogico di NAMO APS si basa su un approccio relazionale e personalizzato, centrato sulla figura del compagno adulto come ponte tra il minore e il mondo esterno. Tale modello riconosce il valore della relazione fiduciaria stabile quale fattore protettivo e trasformativo, capace di favorire resilienza, motivazione e autonomia sociale. La metodologia integra i principi della pedagogia esperienziale (apprendere attraverso l’azione, l’esposizione graduale, la narrazione) con elementi della pedagogia immersiva, che utilizza strumenti innovativi come la realtà virtuale (VR) per stimolare coinvolgimento, autoregolazione emotiva e capacità di affrontamento. L’obiettivo è permettere al minore di sperimentare nuove situazioni in un ambiente sicuro e protetto, per poi trasferire tali competenze nella vita reale. Il modello si ispira ai paradigmi dell’educazione inclusiva e della pedagogia della cura, promuovendo la valorizzazione delle risorse personali, la costruzione di legami significativi e la progressiva riduzione di ansia, evitamento e isolamento. L’uso della VR non sostituisce la relazione educativa, ma la arricchisce, offrendo esperienze complementari utili a rafforzare il percorso di crescita. NAMO APS promuove così un approccio innovativo, replicabile e fondato sulla convinzione che ogni minore possa trovare, attraverso relazioni autentiche e strumenti adegua
Fonte dato: Riferimento pedagogico
Il progetto si sviluppa nel territorio di Roma, con particolare riferimento al Municipio XII e all’area di competenza della ASL Roma 3.
Fonte dato: Territorio d'intervento