00:00 MICHELA _ Rotte Educative esatte portano a destinazione il viaggiatore. Rotte Educative è la voce delle scuole che stanno trasformando l’educare. Esploriamo l’universo innovativo delle reti scolastiche e delle scuole presenti nel nostro Paese.
00:25 ANDREA _ “Conoscere non significa rilevare un dato che esiste come esterno e autonomo rispetto all’esperienza e all’attribuzione di senso di chi produce quel dato; conoscere significa invece ricostruire e descrivere, e interpretare, la trama di sguardi, di incontri, di relazioni, di motivazioni, che hanno prodotto quella data situazione” – “La qualità della relazione formativa” - Anna Rezzara.
Cari edunauti, bentrovati! Oggi ci troviamo a raccontare la rete di scuole “Wikischool”, piccola per numero di scuole coinvolte, ma che molto influisce e potrà influire sulle politiche di innovazione didattica a livello nazionale. Ci affidiamo come sempre al nostro Stefano per la presentazione analitica.
01:13 STEFANO _ Ad oggi, anno 2022 in corso, sono 3 le scuole che compongono la rete di “Wikischool”, tra cui la scuola secondaria di primo grado “Rinascita Livi” di Milano, la scuola dell’infanzia e scuola primaria “Scuola Città Pestalozzi” di Firenze e la scuola secondaria di primo grado “Don Milani” di Genova. L’origine storica della rete risale al 2006, con il progetto quinquennale “Scuola Laboratorio” autorizzato dall’art. 11 del DPR 275/99 che affidava a queste scuole oltre all’attività didattica, funzioni di formazione e ricerca sperimentale orientata al rinnovamento del sistema scolastico nazionale. Nel 2011 il progetto viene rinnovato con il nome “Dalla scuola laboratorio alla Wikischool” che rispetto al primo accentua e sviluppa l’idea di cambiamento dal basso, sperimentando innovazioni curriculari e organizzative accompagnate dalla produzione e divulgazione di ricerca didattica e iniziative di formazione. Infine, nel 2021, si assiste ad un ulteriore rinnovo, con un progetto che prende il nome di “Dalle Wikischool alle Scuole Polo per la ricerca e l’innovazione”, autorizzato ai sensi del D.M. 14.07.2021 per la durata di un triennio.
02:28 ANDREA _ Queste 3 scuole sono dunque delle scuole sperimentali, all’interno delle quali si fa esperienza di innovazione. Iniziando il nostro consueto commento pedagogico, ti chiederei Stefano di spiegarci perché il nome “Wikischool”.
02:44 STEFANO _ Con piacere Andrea. Questo neologismo di derivazione anglosassone è stato scelto in quanto rappresenta efficacemente la ratio di questa rete: il focus è l’innovazione, ed essa viene definita endogena ‘dentro le scuole’, connettiva ‘tra le scuole’ e prossimale ‘vicina all’esperienza professionale dei docenti’. Se ci riflettiamo è proprio il processo di costruzione del sapere sulla famosa enciclopedia libera, Wikipedia.
03:09 ANDREA _ Ecco, un primo aspetto per rendere ciò che ci hai appena spiegato Stefano possibile, è un differente sguardo sul ruolo dell’insegnante.
03:20 STEFANO _ Esatto Andrea, l’insegnante in questa rete diventa un ricercatore, che insieme agli altri ricercatori, ovvero insegnanti ed alunni, approccia il suo lavoro come una continua ricerca/azione ai fini di migliorare e innovare la didattica e la sua professionalità. Molto importante è la dimensione collaborativa e collegiale, come possiamo evincere da quanto riportato su un documento del gennaio 2018 dal titolo “Rete Wikischool: esiti e prospettive”: “La ricerca didattica e curricolare è stata accompagnata e sostenuta da un assetto organizzativo ad alto tasso di collegialità caratterizzato dall’intensificazione e dalla strutturazione sistematica della cooperazione e della riflessione collettiva sulle pratiche e ha portato alla costruzione di percorsi di ricerca educativa e didattica, in cui i processi di generazione della conoscenza partono dalle pratiche professionali e, attraverso l’interazione discorsiva e cognitiva basata sulle stesse, ne rivelano le diverse finalità: esplicativa della riflessione, critica, euristica”, fine del virgolettato.
04:22 ANDREA _ Ciò che cambia, dunque, non è solo la visione ed i compiti dell’insegnante, ma anche l’organizzazione scolastica nel suo complesso, che rende possibile il ruolo dell’insegnante ricercatore, un ruolo che aiuta l’insegnante stesso anche nella promozione, ad esempio, del proprio sviluppo professionale in quanto il lavoro di ricerca integrato con l’azione didattica offre situazioni ad alto potenziale formativo. Soffermandoci ora sul documento che citavi in precedenza Stefano (“Rete Wikischool: esiti e prospettive”), dunque, può essere utile citare alcune delle innovazioni che sono state implementate, monitorare e valutate dal 2011 in una delle 3 scuole della rete, ovvero la scuola toscana, di Firenze, la “Scuola Città Pestalozzi”.
05:12 STEFANO _ Si, citiamo anzitutto una pratica comune ad altre reti di scuole che abbiamo incontrato, ovvero l’organizzazione di ambienti di apprendimento ‘formativi’: spazi allestiti per la co-costruzione del sapere e per l’apprendimento in forma di laboratorio. Troviamo, dunque, dei tavoli circolari, aule attrezzate ad hoc, l’utilizzo di nuove tecnologie. A tal proposito menzioniamo l’esempio di una particolare attività didattica che prende il nome di “Open Learning”, ovvero momenti in cui si allestiscono ambienti di apprendimento con attività opzionali e di approfondimento, disciplinari e interdisciplinari. Capita dunque che le classi si mischiano e i più gradi lavorano insieme ai più piccoli in attività come: disegnare con l’IPad, fare quiz enigmistici, suonare e cantare nel coro o nell’orchestra, sperimentarsi nel cinema muto.
Un secondo punto è rappresentato dall’inserimento nella proposta didattica di competenze chiave, introducendo momenti dedicati ai temi dell’educazione affettiva e relazionale, altri per attività opzionali (secondo il modello dell’Open-Learning) e ancora per l’apprendimento autonomo e tra pari.
Un terzo e ultimo punto è rappresentato dalla valutazione. Si legge nel documento che: “La valutazione, coerentemente con il profilo educativo della scuola e con il carattere della didattica per le competenze, è stata orientata nelle pratiche e negli strumenti, a sostenere i processi in senso formativo e di autovalutazione”.
06:34 ANDREA _ Ecco, in merito a quest’ultimo punto Stefano, sottolineiamo pure che in queste scuole è in corso un processo che vede la questione della valutazione ancorata non tanto alla conoscenza, quanto piuttosto ai processi formativi. Il senso è che la valutazione deve diventare un’opportunità di formazione per gli alunni, che da un lato vengono valutati dagli insegnanti e dall’altro sono chiamati, invece, ad autovalutarsi, ponendo così al centro della valutazione stessa non tanto i contenuti ma il percorso di crescita di ciascun alunno.
Ecco, un ultimo aspetto è rappresentato dall’utilizzo delle tecnologie nella didattica e dello sviluppo di un meta-pensiero su di esse.
07:19 STEFANO _ Si, a tal proposito è bene ricordare che la rete di scuole “Wikischool” collabora con l’”Istituto per le Tecnologie Didattiche” al fine di indagare le condizioni d’uso della tecnologia in grado di determinare innovazioni significative. In riferimento alla didattica non dobbiamo pensare solo all’utilizzo nel corso delle lezioni con gli alunni, ma anche come mezzo per la ricerca, lo scambio di informazioni e buone pratiche tra gli insegnati: come strumento cioè di produzione di cultura. Inoltre, come apprendiamo dal lavoro svolto dalla scuola “Rinascita - Livi” di Milano, durante la didattica gli alunni sono spinti a ragionare meta-cognitivamente sul buon utilizzo delle nuove tecnologie attraverso un curriculo verticale che permetta fin dalla scuola primaria di acquisire competenze digitali con particolare riguardo al pensiero computazionale e all’utilizzo critico e consapevole dei social network e dei social media.
08:13 ANDREA _ Cari edunauti, benché siano poche le scuole di questa rete, gli ambiti di sperimentazione didattica e organizzativa possono incidere positivamente sul miglioramento della qualità della proposta scolastica a livello anche nazionale. Non possiamo far altro che consigliarvi come sempre di approfondire consultando i documenti presenti on-line, oppure contattando direttamente una delle scuole della rete. Un caro saluto, alla prossima rete di scuole!
08:42 MICHELA _ Per ascoltare i prossimi episodi di “Scuole che cambiano” andate su www.edunauta.it dove poter navigare anche nella nostra Edumappa, un luogo virtuale dove trovare servizi educativi e scuole con cui attivare opportunità reali. Un progetto di Generas Foundation realizzato in collaborazione con Eduway.