Ci sono domande che restano aperte anche dopo anni di lavoro in una classe, in una scuola, in un'organizzazione. Domande che non si risolvono con una risposta veloce.
I podcast di educazione di Edunauta nascono da lì.
Sono spazi di ascolto, non di prescrizione. Raccolgono voci di insegnanti, educatori, ricercatori, famiglie, dirigenti scolastici e organizzazioni del terzo settore che si interrogano su come educare, oggi, in Italia, con onestà, con profondità, senza semplificare quello che è difficile.
Più di 90 episodi, un solo filo conduttore: l'educazione come relazione viva.
Puoi ascoltarli qui oppure trovarli sulle principali piattaforme podcast. Non ti promettiamo risposte rapide. Ti promettiamo che alcune domande diventeranno più fertili.
Ogni serie ha un pubblico preciso e una domanda di fondo diversa.
C'è una domanda che porti da anni nel lavoro che fai, o nella famiglia in cui vivi, e che ancora non ha trovato risposta? Prova ad ascoltare da lì.
È possibile rinnovare una scuola dal basso? Senza aspettare una riforma, senza cambiare tutto in una volta?
Questa è la domanda che attraversa ogni episodio di Idee per insegnare, il podcast per insegnanti e dirigenti scolastici di Edunauta realizzato con il patrocinio di INDIRE.
La risposta che emerge è sì. Un sì che arriva in scorci, puntata dopo puntata: in un'aula dove i banchi non guardano tutti nella stessa direzione, in una campanella che non suona ogni sessanta minuti, in una scuola che decide di riscrivere i libri di testo invece di usarli.
Questa serie racconta le idee del Movimento Avanguardie Educative: un movimento di innovazione scolastica nato dalla ricerca-azione di INDIRE e di un gruppo di scuole fondatrici, con l'obiettivo di rendere disponibili pratiche didattiche sostenibili e trasferibili a qualsiasi contesto.
Non si tratta di modelli da importare dall'estero o di sperimentazioni riservate a scuole d'élite. Le metodologie didattiche delle Avanguardie Educative sono nate dentro le scuole italiane, da dirigenti scolastici e insegnanti che si sono chiesti: come posso rendere l'apprendimento più attivo, più significativo, più vicino ai diversi stili di apprendimento che i miei studenti portano con sé?
Tra le idee esplorate negli episodi: la flipped classroom, la didattica per scenari, il debate, l'outdoor education,, il service learning, il TEAL (Tecnologie per l'Apprendimento Attivo), l'ICT Lab. Ognuna ha una logica precisa, un contesto d'uso, vantaggi e limiti reali.
Ogni episodio di questo podcast di didattica approfondisce una metodologia specifica: con la voce di docenti, formatori e ricercatori che l'hanno applicata, che ne conoscono le difficoltà pratiche, che possono dire cosa funziona e cosa no in una classe vera.
Gli episodi sono pensati per essere ascoltati anche in movimento: nel tragitto verso scuola, durante una pausa, in un momento di respiro nella giornata. Durano poco, aprono molto: a volte, una metodologia che sembrava astratta diventa concreta nel momento in cui senti la voce di chi l'ha già provata in classe.
Non è necessario ascoltarli in ordine, ogni puntata è autonoma: puoi partire dalla metodologia che ti incuriosisce di più, o da quella che senti più vicina alla tua situazione.
A insegnanti di ogni ordine e grado che sentono il bisogno di rinnovare la propria pratica educativa, ma non sanno da dove cominciare, oppure che hanno già cominciato e cercano confronto e supporto.
A dirigenti scolastici che stanno valutando quale direzione dare al percorso di sviluppo professionale del loro corpo docente, oppure che stanno cercando di innovare la propria scuola, ma sono bloccati nelle trame della burocrazia.
Se cerchi un podcast per insegnanti e dirigenti scolastici che non si limiti a ispirare ma aiuti anche a orientarsi, questo è il posto giusto.
Hai già immaginato qualcosa di diverso nella tua pratica? Da dove vorresti cominciare?
Usa il filtro per argomento per trovare l'edpisodio più adatto a te.
Idee per insegnare
Orizzonti educativi
Rotte educative
Scuole che cambiano
13/12/2023 02:00 Leggi la Trascrizione
Come contenere il senso di frustrazione e d’inutilità che, immancabilmente, un giudizio di non ammissione genera negli studenti? Scopriamolo nell'idea Bocciato con credito.
AUTORI: Michela Calvelli, Martina Plebani,ARGOMENTI: Idee per la didattica, Povertà educativa e abbandono scolastico, Credere in sé stessi, autostima,
06/12/2023 02:00 Leggi la Trascrizione
Prestito Professionale è l’idea che mette in pratica forme di continuità didattica tra i diversi ordini di scuola, per creare una vera e propria comunità educante.
AUTORI: Michela Calvelli, Martina Plebani,ARGOMENTI: Idee per la didattica, Competenze del ruolo educativo, Consapevolezza di sé, autonomia,
22/11/2023 02:00 Leggi la Trascrizione
Come rendere visibile il pensiero a scuola? MLTV è l’acronimo di Making Learning and Thinking Visible, che in italiano diventa «MLTV - Rendere visibili pensiero e apprendimento».
AUTORI: Michela Calvelli, Martina Plebani,ARGOMENTI: Idee per la didattica, Clima in classe, Pensiero creativo e critico, Condizioni d’apprendimento efficaci,
08/11/2023 02:00 Leggi la Trascrizione
00:00 MICHELA_INTRODUZIONE
Come può una scuola farsi luogo d’incontro tra il pensiero infantile e la cultura degli adulti? Questo è il “Dialogo euristico”, che è frutto di un percorso di ricerca che ha coinvolto un gruppo di dieci insegnanti che, per un anno, l’hanno praticato nelle loro classi. In realtà, l’idea del “Dialogo euristico” si diffonde dal lavoro dell’insegnante Franco Lorenzoni, maestro elementare dalla fine degli anni ‘70 fino al 2018. La ricerca, svolta poi con il supporto di Franco Lorenzoni e dei ricercatori di INDIRE, aveva lo scopo di identificare degli orientamenti operativi, dei gruppi di azioni con cui gli insegnanti potessero realizzare la pratica nelle loro scuole. Il “Dialogo euristico” che scopriremo oggi è quello dell’IC Giovanni XXIII di Acireale.
00:45 MICHELA_SIGLA
Ciao! Siamo Michela e Martina di Edunauta, l'esploratore di universi educativi. All’interno di questo podcast ti guidiamo alla scoperta di nuove “Idee per Insegnare”, rinnovare e rigenerare la scuola dal basso. Queste idee arrivano dal movimento Avanguardie Educative nato presso l’Istituto INDIRE. “Idee per Insegnare” è una serie podcast ideata da Generas Foundation, all’interno del progetto Edunauta.
01:07 MARTINA_COS’E’ IL DIALOGO EURISTICO
Il “Dialogo euristico” è un modo che i bambini e bambine, ragazzi e ragazze, hanno di dialogare all'interno della classe, e quindi un modo di porsi grandi domande che possono venire o dai grandi autori del passato oppure suggerite dai compagni stessi.
01:23 MARTINA _ IDEA ALLA BASE
Questo modo di fare dialogo è nato per dare spazio e consistenza ai diversi modi di abitare e vivere la scuola, partendo dalla nostra capacità di ascolto, un ascolto che dev’essere attento e partecipe e che parte dal presupposto che bambine e bambini pensino, creino e operino connessioni, e anche se queste connessioni ci possono apparire fantastiche e a volte un po' strambe, queste sono i loro strumenti per conoscere il mondo. Non dobbiamo, dunque, guardare con sospetto o lasciarci spaventare da questo pensiero libero e apparentemente confuso e senza logica, ma dobbiamo riconoscerlo e valorizzarlo, restituendone la qualità conoscitiva. Si tratta, quindi, di costruire uno spazio adeguato dove mettere al centro l’ascolto reciproco e la conversazione della pratica educativa. E dentro a questo paesaggio, che possiamo così definire di pedagogia dell’ascolto, nasce e vive il dialogo euristico.
02:15 MICHELA _ COME SI PRATICA IL DIALOGO EURISTICO?
Come si pratica il “Dialogo euristico”? Attraverso il lavoro di ricerca degli insegnati sono state individuate delle famiglie di azioni, alcune delle quali rimandano proprio ai termini utilizzati in ambito nautico della barca a vela.
1) Infatti, il primo si chiama “Navigare di bolina”. Al centro di questa azione c’è la ricerca della classe intorno a degli oggetti culturali come possono essere il cielo, il tempo, le civiltà che sono identificati a partire o da una proposta dell’insegnante oppure da una domanda o da una scoperta dei bambini.
2) Il secondo si chiama “Compiere manovre di avvicinamento”. Si tratta di vere e proprie manovre che portano i bambini nella condizione di fare scoperte, di fare in modo che le loro intuizioni possano emergere, siano sviluppate e siano esposte.
3) Il terzo gruppo di azioni si chiama “Imparare a sfregare i cervelli”, in cui l’insegnante ha la responsabilità di creare un contesto in cui i bambini rilanciano le idee, le criticano, le confermano oppure le smentiscono.
03:12 MICHELA _ COME SI MATERIALIZZA L’ASCOLTO FATTO IN CLASSE
Ma come si materializza l’ascolto fatto in classe? La materializzazione dell’ascolto è un lavoro di documentazione che serve a tenere traccia del lavoro di ricerca, che viene svolto attraverso la registrazione delle “ipotesi fantastiche” dei bambini e della trascrizione delle loro parole. Questa trascrizione costruisce proprio il materiale di lavoro indispensabile per l’insegnante e per la restituzione agli alunni. A questo poi si possono aggiungere altri prodotti come testi, cartelloni, oggetti, che rappresentano le memorie materiali della ricerca condotta in classe.
03:43 MARTINA _ IL CASO STUDIO
Il caso studio che osserviamo oggi è quello dell’IC Giovanni XXIII di Acireale di Catania, raccontatoci attraverso Alfina Bertè, la dirigente scolastica dell’Istituto.
03:54 MARTINA _ IL PROBLEMA INIZIALE
La dirigente ci parla di una pluriclasse, una classe cioè formata da dieci alunni, un po' di terza e un po' di quarta elementare, formata a causa di trasferimenti sia in uscita che in entrata di alcuni bambini. Questa pluriclasse si trova e nasce in una piccola frazione, dove si fa fatica a valorizzare l’importanza della varietà sia di età, che di cultura e di abilità e questa fatica è vissuta anche da molti insegnanti, in quanto incastrati nelle sovrastrutture che condizionano il nostro modo di insegnare, come ad esempio la convinzione che si debbano proporre informazioni e contenuti differenti in base all’età e allo sviluppo dei bambini. Per fare un esempio concreto pensiamo all’insegnamento della storia. Se si ragiona in termini di separazione di informazioni, i contenuti per la terza elementare andranno a guardare l’uomo di Neanderthal o comunque i primi nativi; mentre i contenuti per la quarta elementare partiranno dalle prime civiltà, come quelle della Mesopotamia o dalle civiltà dei fiumi. Ma se si vanno ad osservare i bambini, e quindi ad ascoltarli, ci si accorge che la differenza tra le riflessioni di un bambino di terza elementare o di quarta elementare, non è poi così evidente. La tecnica del “Dialogo euristico” poteva quindi essere utile a far capire ai docenti cosa significasse mettere davvero il bambino ‘al centro’ e fare in modo che sia proprio l’alunno a guidare la ricerca del docente e del gruppo classe intero.
05:13 MICHELA _ IMPLEMENTAZIONE DELLE 4 FASI (PRIMA E SECONDA)
Vediamo ora l’implementazione delle 4 fasi all’interno dell’esempio appena raccontato.
1) La fase uno è l’individuazione dell’oggetto culturale. Nel nostro esempio il tema individuato è l’educazione cosmica, a cui si sono legati a un filo conduttore di geografia astronomica, che poi ha iniziato a stimolare la curiosità dei bambini partendo dalle loro semplici esperienze di vita. L’idea, condivisa dai docenti, era quella di partire dalla costruzione di una linea del tempo per dare ai bambini gli strumenti per poi costruire Quadri di Civiltà, in modo da rendere il loro lavoro di approfondimento visibile a tutta la classe. L’oggetto da cui è scaturita tutta la riflessione sono state le foto che ha mostrato l’insegnante della Campania e del Vesuvio che aveva scattato durante un viaggio ad Ischia.
2) La seconda fase consiste nel permettere ai bambini di fare scoperte. All’inizio i bambini hanno scambiato il Vesuvio per l’Etna, poi sono sorte alcune domande, come:
Che cosa sono i vulcani?
Perché esistono?
Come è fatta la Terra? Come è fatta dentro? E
fuori?
Così, alcuni bambini sono andati a consultare i libri di testo da cui sono nate altre domande, come ad esempio:
Perché esistono i tornadi?
Come si è formata la Terra?
Sono state queste domande che hanno guidato il percorso curriculare di “Conoscenza del mondo” e sono state fissate in dei disegni e in dei cartelloni.
06:30 MARTINA _ IMPLEMENTAZIONE DELLE 4 FASI (TERZA E QUARTA)
3) La terza fase prevede, invece, di creare un contesto in cui rilanciare le idee. Così, dalle iniziali domande sulla Terra e sulla storia, si è arrivati al Big Bang; e proprio da qui ha preso il via una lunga linea del tempo che fa da cornice a un lavoro che ha portato alla definizione di tutti i Quadri di Civiltà: dall’Uomo di Neanderthal ai Sumeri. E l’approccio alla costruzione della linea del tempo ha visto il coinvolgimento dell’intero gruppo, senza una distinzione di età o di classe. E il gruppo classe ha svolto un lavoro attivo nello scegliere immagini, leggere e comprendere le didascalie per poi abbinarle alle immagini scelte.
4) Inizia così la fase 4, ovvero la materializzazione dell’ascolto. Una volta organizzata questa linea del tempo e quindi ricostruita la storia del mondo fino alla comparsa dell’uomo, i bambini di classe terza hanno approfondito gli uomini primitivi, mentre quelli di classe quarta sono andati avanti con le diverse civiltà dei fiumi, utilizzando anche i Quadri di Civiltà scoperti. Successivamente, andando ad analizzare le informazioni contenute nei loro libri di testo e confrontandoli con quelle disponibili nel web, hanno scoperto che qualcosa rimaneva sempre incompleto, ad esempio c’era la difficoltà di trovare delle informazioni riguardo ai giochi del tempo, considerato il fatto che comunque c’erano dei bambini anche ai tempi dell’uomo di Neanderthal e quindi tutti questi bambini, hanno cominciato a porsi nuove domande, del tipo:
- Perché non troviamo queste informazioni?
- Perché chi scrive i libri pensa che non siano importanti come il lavoro, l’alimentazione?
- Perché nessuno ha mai trovato dei reperti di gioco?
07:57 MICHELA _ CONCLUSIONI
Per concludere, possiamo attestare che queste riflessioni sono molto utili per far si che lo studio della storia non si riduca in semplici pagine da leggere e ripetere per le interrogazioni! Infatti, secondo Lorenzoni, i concetti storici, nella scuola primaria, sono acquisiti e utilizzati con competenza una volta per tutte solo per una piccola minoranza di bambini; che quasi sempre devono riprendere i concetti più e più volte. Lorenzoni ritiene che dovremmo sempre stare attenti a non coltivare l’illusione che i concetti ripetuti e imparati a memoria, corrispondano ad una reale acquisizione, profonda e duratura.
08:32 MARTINA _ COSA POSSIAMO PORTARE A CASA DALL’IMPIEGO DEL DIALOGO EURISTICO
Ma cosa possiamo portarci a casa dall’impiego del “Dialogo euristico” e dall’esempio che abbiamo appena ascoltato?
Sicuramente l’attenzione e il coinvolgimento dei bambini aumenta man mano che diminuisce l’ansia da prestazione, in quanto prediligono un approccio che va per prove ed errori, accompagnato anche alla libertà di espressione, e quindi alla libertà di non essere giudicati da noi adulti. Il loro pensare, la loro capacità di fare associazioni e di creare nuove connessioni e di elaborare ipotesi e teorie, esprime una modalità che loro hanno di relazione con il mondo.
E questa libertà di espressione e di esperienza apre una nuova strada verso una comprensione ancora più autentica di quello che è il mondo che li circonda. Alcuni possono pensare che questo lavoro mentale non sia funzionale e in certi casi possa anche ostacolare quella che è la trasmissione delle conoscenze da parte dell’insegnante. E invece, sono proprio i loro pensieri e le loro parole che costituiscono un primo patrimonio di discussione, e proprio da questi partire per il processo di conoscenza e di apprendimento.
09:30 MICHELA
Inoltre, a scuola occorre dare dignità a ciascun bambino e ragazzo, rendendola un luogo dove viene riconosciuto e restituito il valore dei propri pensieri, offrendogli uno spazio e un luogo per esprimerli. Infatti, la scuola, in questo caso, si fa luogo di incontro con la cultura e le culture e il “Dialogo euristico” è proprio quell’attività didattica che favorisce la relazione con gli oggetti di conoscenza.
Si può, infatti, realizzare un “Dialogo euristico” su qualsiasi argomento, seguendo ciò che dicono i bambini e i ragazzi. Anche l’insegnante contribuisce al dialogo portando la propria esperienza e le proprie conoscenze e partecipando attivamente alla ricerca. Inoltre, il dialogo evidenzia e dà valore all’eterogeneità; infatti, l’insegnante ha la responsabilità di creare un contesto inclusivo. Per realizzare il dialogo, infine, è necessario darsi un tempo per sostare sulle domande affinchè il dialogo diventi un luogo in cui venga favorito l’intreccio tra le discipline e uno strumento di democrazia.
Vi invitiamo a proporre e sperimentare il “Dialogo euristico” anche presso il vostro Istituto e a condividere con noi i vostri risultati. Noi, intanto, vi diamo appuntamento alle prossime puntate!
10:39 MARTINA _ SIGLA DI CHIUSURA
Hai ascoltato “Idee per Insegnare”, una serie podcast ideata da Generas Foundation all’interno del progetto Edunauta. Le idee educative proposte fanno parte del movimento Avanguardie Educative dell’Istituto INDIRE, l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione, Ricerca Educativa del Ministero dell’Istruzione. Per saperne di più ascolta il trailer o vai sul sito innovazione.indire.it/avanguardieeducative
“Idee per Insegnare” è un podcast realizzato in collaborazione con Rossella Pivanti e con le voci di Michela Calvelli e Martina Plebani.
Conoscere il Dialogo euristico, un modo per dialogare all'interno della classe e porsi grandi domande. Un incontro tra il pensiero infantile e la cultura degli adulti.
AUTORI: Michela Calvelli, Martina Plebani,ARGOMENTI: Idee per la didattica, Ascolto e comunicazione efficaci, Pensiero creativo e critico,